domenica 22 ottobre 2017

Il vento d'Autunno

Il vento d'Autunno
pulisce il cielo
dei miasmi dei demoni
nella mia vecchia casa
c'è ancora l'occhio che guarda
sotto una scrivania
nel giardino dell'occidente
le piante risplendono
e il vento soffia dalle montagne
il giallo dell'occidente diventa
 rosso,sanguina
poi bruno ed è sera
ed autunno
ma l'occhio attende me
ed una luce brillerà
ai 4 angoli
dell'universo
una luce dietro alle montagne.

sabato 21 ottobre 2017

Glastonbury

Abbazia senza tetto
e senza porte,
il vile fuoco
degli incendiari
zelanti
ha liberato
gli spiriti,
ora il vento
batte due volte
allo stipite di pietra
prima di riversarsi
su fuscelli d'erba
che si  prosterneranno
a te.
Il tetto e' fatto
di stelle del cielo
un libro invisibile
e' nei segni
delle crepe dei muri.

Non solo le banche: Bridgewater punta contro sistema Italia in toto

Non solo le banche: Bridgewater punta contro sistema Italia in toto

19 ottobre 2017, di Mariangela Tessa
Non solo le banche ma tutta l’Italia, e con essa tutta l’Europa, è finita nel mirino di Ray Dalio, numero uno dell’hedge fund più grande al mondo, Bridgewater (160 miliardi di dollari in gestione).
Stando a una ricostruzione di Bloomberg, il suo fondo speculativo avrebbe puntato circa 1,4 miliardi di dollari contro l’Italia, scommettendo su un forte ribasso delle quotazioni delle principali società quotate a Piazza Affari.
È dei giorni scorsi la notizia che nel mirino del fondo era finita Intesa Sanpaolo. Oltre alla banca guidata da Messina Dalio ha aperto una posizione ribassista sul settore finanziario italiano per più di 700 milioni (UniCredit, Banco Bpm, Pop Emilia, Ubi Banca e Generali Assicurazioni), altri 610 milioni sarebbero poi stati investiti contro il settore energetico: $300 milioni contro Enel e più o meno altrettanti contro Eni.
Ma la puntata di Dalio, come dicevamo, non si ferma in realtà soltanto all’Italia. Secondo i commentatori di mercato, agendo in questo mondo il fund manager – che ultimamente, impegnato com’è nella promozione del suo nuovo libro sta ottenendo risultati molto meno brillanti del solito – sta di fatto remando contro l’intera Eurozona.
“Come reagiranno Roma, Bruxelles e Francoforte? Non possono certo ignorare il primo hedge fund al mondo. Sarà necessario pompare denaro fresco in Italia. E Merkel non ne sarà felice”, osserva Raul Ilargi Meijer sul blog finanziario The Automatic Earth.
Dal punto di vista prettamente operativo di un trader a caccia di rendimenti, che vuole fare acquisti oggi sul mercato, in Europa ci sono certamente maggiori opportunità rispetto a Stati Uniti o altri paesi industrializzati in termini di rapporto tra prezzo e ritorno dell’investimento: detto questo se c’è una regione ancora carica di incertezze, politiche ed economiche, questa è senza dubbio l’Europa.

venerdì 20 ottobre 2017

Parco Disney post-nucleare

''Perchè ci troviamo qui a regolare le nostre faccende?''
Il volto di topolino e il grande fungo,la pioggia nera
le gobbe deformi delle bambine.
Mio Dio cosa non hanno abortito.
Questi erano i pensieri rimescolati del sopravvissuto,ed era quanto mai tetra quella sera silenziosa.

''Ma ora tu non vuoi darmi i soldi...''
''Vuoi far finta che io non sia sopravvissuto,che tutto quel che è venuto dopo,non sia mai esistito.''

''Mi punti una luce in faccia!?''
''I soldi?''
''Quali soldi?''
''Quelli che hai nella tasca destra,ho un visore a infrarossi.''
''E questa non l'hai vista?''
Tirò fuori una pistola.
La notte del parco fu illuminata dagli spari,si acquattò ad una colonna ,l'erba umida,non era più l'erba umida di una volta,ma lui non sembrava curarsene.
Una luce che gli sembrò l'occhio di Dio nel parco del genesi lo illuminò dall'alto,penetrandolo,ebbe solo il tempo di accasciarsi sentendo un vago senso di colpa.
''E' morto''.
Tirarono  un calcio al cadavere,i duri.
Si fecero male, il cadavere era già rigido.
Gli misero una mano nella tasca,c'era una foto dei suoi genitori,il denaro era falso.
Un biglietto recava scritto:''falso come il tuo passato.''
''Non sei mai sopravissuto.''
Una gigantografia di Pippo li guardava mentre una luce fredda li illuminava.
Ci fu un lungo silenzio,gli occhi di Pippo,la faccia di Mickey Mouse.
Ebbero pensieri di autocommiserazione,poi si vergognarono della loro momentanea debolezza,e il capo sancì:''fatelo sparire nel canale''.
Sollevarono il cadavere tra gli aristogatti,c'era qualcosa di penoso in tutto questo,aveva anche cominciato a piovere.
A un certo punto diede un calcio a qualcosa di metallico,sul cadavere.
Lo depositarono sotto una gigantografia della bella addormentata,e tirarono fuori un marchingegno.
''Che è?''
Gli occhi si dilatarono,un unico urlo ''scappaaaaaaaaa!''
La bella addormentata nel bosco aveva gli occhi socchiusi e non potè vedere quella luce che illuminò tutta la città,trasformandosi in un fungo.
Per fortuna non potè assisstere allo spettacolo,ora che l'ultimo ricettacolo dell'infanzia fu perduto,molti si chiesero se mai fosse esistito un mondo prima.
La bella addormentata dormi' per tutta l'eternità del cielo nero post-nucleare.

Io muoio

Sparo nella notte
ansima sangue
crolla vertigine di orrore
no io non morirò
guardando il cielo,
le luci dei lampioni
mi schiaffeggiano,
mi costringono 
alla lucidità:
''devo vivere''
''chiama la polizia''
chiama anche Dio 
se preferisci
tanto in questa merda 
non verrà.
Albe di pneumatici bruciati
rosseggiano ad oriente
pacificanti i turboreattori
ruggiscono l'om cosmico di metallo
mentre lo ascolti
ti accasci e sudi
anche se è gelo
e piangi lacrime ghiacciate
cristalli del male.
I grattacieli
penetrano la figa umida del cielo
e godono mentre la città va in black out
sotto la pioggia
io muoio.

Il mare

Il mare s'era asciugato
perchè troppo a lungo
lo avevo ignorato
La sua spuma azzurra
solo un ricordo
il mare,il mio mare
s'era asciugato.
Ti amo o mare
se vivo ancora
è per te
voglio rivederti.

Gli occhi del deserto

Il deserto vede luci strane
da sempre,
ma tace,
oggi è il giorno degli uccelli
di metallo,
si alzano e tagliano l'aria calda
aprono le cateratte di fuoco
e riempiono di pallini incandescenti
la collana della sera,
poi schizzano ovunque
come il sigillo del loro dio di acciaio,
vanno e vengono ,
come mille occhi di sciacalli
guardano dai loro schermi
la notte verde a infrarossi,
le città che bruciano,
nell'opale nero,
della cruda e lontana
indifferenza del mondo.
Gli occhi luminescenti degli sciacalli
sono porte nere dell'inferno.
Dopo che li hai visti
non li puoi dimenticare.
Li vedi nei led dei computer
negli specchi,
negli occhi del salvatore
che sanguina lento.
Anche lui?
Li vedi nel nero delle pupille
della tua amata.
La porti di fronte allo specchio
e lei grida
''perchè non sopporti
qualcuno che ti obblighi
a guardarti
di fronte allo specchio.''
''Perchè?
Vedi anche tu quello che vedo io?''
Hai forse paura delle creature del deserto?
dello scorpione,del passo silenzioso
del nostro guerriero?
Qualche convoglio brucia,
i cani scappano
gli sciacalli rimangono fermi
a guardarti,
in un attimo eterno
gli sciacalli sono lì
impassibili e ti guardano,
quegli occhi immobili
che brillano sull'asfalto
triangoli neri maledetti
non riesco a togliermeli dalla testa,
triangoli neri,finestre nel tempio del buio
riflettono l'inferno
che brucia nella notte,
il silenzio del deserto,
gocce di inferno
brillano nell'opale nero della notte.
Tu distogli lo sguardo,
ma senti il loro sullo stomaco
come se si avvicinassero
ma li guardi e loro sono ancora lì,
maledetti
fai risplendere la notte di fuoco
e spari pallini incandescenti
nel buio
per mandarli via,
ma loro si rimescolano alle
mille gocce incandescenti
di piombo fuso
balenando ovunque
per perdersi nel vento della notte
e guardare l'unico immenso occhio
nero di sciacallo del cielo.


mercoledì 18 ottobre 2017

Verrà la morte e manderai affanculo pure quella

Ci avevo pensato per più di due mesi di seguito.
E alla fine mi recai da lei per dichiararmi.
Lei era bella come sempre,piansi,era vero aveva i tuoi occhi,i tuoi occhi puttana,l'ultima cosa che mi tocca vedere!
Schiacciai il grilletto.
''cik...''
''manca il boom,sono forse morto?''
''Direi di no tesoro'',una mano lo accarezzò ,Quella Mano tanto amata,che non aveva mai avuto il coraggio di prendere fra le sue,di baciare,ora lo stava accarezzando la testa facendolo sentire solo un ragazzino deluso,carezzato da una mano così comprensiva...
Si abbandonò a quella mano,era incredibile come dinanzi a lei tutto finisca per diventare così piccolo,scomparire così,la Cina una macchia caffè latte sul suo collo,e Giove nient'altro che uno degli inutili regali con cui l'aveva omaggiata,inutilmente.
Pianse nebula di Orione e si sentì infantile un puro nulla,perchè lei poteva vederlo.
Un libeccio ad Ottobre fremette tra i loro occhi quando lei lo guardò dalle nere pupille di cosmo profondo,stupidamente,disperatamente desiderose di lei.
Era vero la morte aveva i ''suoi occhi'' e non solo,anche le sue dita,i suoi capelli,la sua pelle,le ''sue cose'' (e' triste nel 2017 doversi riferire così agli organi genitali).
Ero incantato,stupefatto,ma una cosa è certa,non ero morto.
Lei colse quel pensiero e infine parlò:
''tu eri già morto la prima volta che mi guardasti'',ma non in senso stretto,''per morto si intende un'altra cosa''.
Io presi  il sax e le dedicai un pezzo che avevo composto,lei sembrava impassibile,io a un certo punto scoppiai a piangere,''perchè non sono morto?''
''Perchè dovresti renderti conto,non ci si presenta all'appuntamento con l'amata messi in questo stato!''
Gli disse in tono di rimprovero.
''Sempre gli stessi jeans...''
''Ma ho le Clark...''
''Ma le Clark bisogna saperle indossare!''
''E che pretendi che mi presenti in cravatta?''
''No solo un pò di stile,devi essere adeguato al contesto,non ho fatto storie a Van Gogh,lui si è pugnalato in un campo di grano,parbleù,lui si che aveva stile,perchè.. '' -e qui cominciò ad avere un tono quasi professorale-'' e avere stile significa essere adatti al contesto''.
Ora pure il francese parbleù,ma che cazzo vuole questa?
Posò il sax,la guardò negli occhi neri,neri più profondi dello spazio profondo e le disse:
''vaffanculo''.
''Vivere non ho il diritto di farlo come voglio'',''ma nemmeno morire?''.
''Sai che faccio?Prendo il pupazzo di flat Eric,quello della Levi's gli metto nelle mani la pistola,poi gli faccio sparare''
''E così tutti diranno si è suicidato con le mani di un pupazzo,adesso metto anche la musica anni 90 della pubblicità,e pretendo che la mettono anche al mio funerale''.
''Voglio morire con il pupazzo della levi's che mi spara mentre ciondola con la testa al ritmo di Mr Oizo''.
''Adesso guarda se non decido di morire come voglio'',prese la mano del pupazzo la infilò nel grilletto,e di nuovo -cik- niente la pistola non sparò.
''O alle mie condizioni o niente'' sancì la presenza trionfante.
''Puttana!'' le gridai.
Nel frattempo gli si erano fatti vicini gli infermieri del 118 che lo vedevano inveire al nulla con un pupazzo giallo in una mano e la pistola nell'altra.
''Attenti ha perso il senno,è pericoloso sta tentando di uccidersi''.
Lui continuava a premere il grilletto con la pistola e '''niente''.
Gli saltarono addosso e lo immobilizzarono.
Lo prelevarono a forza e lo misero dentro un'ambulanza,gli diedero delle gocce.
''Ci vedremo domani non ti preoccupare'' gli disse l'amata odiata creatura.
L'indomani fu trovato morto nella sua stanza di ospedale psichiatrico,indossava un completo valentino,nessuno capì come fosse entrato in ospedale quel vestito.
La causa della morte?
Gli era caduto un vaso di rose rosse in testa.
Nessuno fece ulteriori domande,solo molti si stupirono che mentre le funzioni religiose venivano celebrate,dalla sua mano destra si alzava un dito medio verso i presenti,il prete imbarazzato si affrettò a finire la funzione.
Alla fine mentre lo seppellivano uno degli addetti si lasciò andare ad ''sarà anche stato un tipo strano,ma aveva stile''.
A quel punto nella stanza echeggiò una bestemmia.
Sulla sua tomba una foto inappuntabile.
Nemmeno da morto era stato libero di fare come cazzo gli pareva.
Verrà la morte e manderai affanculo pure quella.

martedì 17 ottobre 2017

Città dei fantasmi

Tu sei vivo,sei morto?
Non so
Penso te ne accorgerai dopo...
dagli angoli delle stanze,mi guardano.Dal fondo dei cassetti,mi guardano.Dal profondo del cuore,
mi guardano.Dagli occhi delle fotografie,mi guardano.
E' l'oceano degli scomparsi.
Piango per credere che mi siano appartenuti,ma è solo una pioggerella su un grande oceano grigio.
Rumori di appartamento,rumori di tram,rumori di città come onde del mare degli scomparsi.
Scrosciano risacche di silenzi dai punti morti delle stanze.
E' l'umanità senza umanità,suonano le tv,per non sentire il suo rumore, suona il campanello
io so che in verità non ha suonato,prima di aprire e vedere chi c'è alla mia porta inghiotto la pastiglia letale e attendo che faccia il suo corso.
Sono proprio curioso di vedere chi è,ho l'anima bisognosa di un bagno nell'oceano grigio.
Un'ascensore vuoto sale,sale e continua a salire.
Si ferma al mio piano,io non so più se è sera o è mattina,io vado ad aprire:il pianerottolo è vuoto.
La tromba dell'ascensore è vuota di ascensore mi sporgo e vedo il buio,da dietro sento
lo sguardo di qualcuno che si posa sulla mia schiena, mi giro,incrocio lo sguardo e cado.

venerdì 13 ottobre 2017

The tube

Tubi di fibra ottica
mangiano le nostre immagini
digeriscono i nostri cervelli
per essere cagati fuori dal tubo
ormai solo più merda,
maledetta internet
sacrificio umano
con pugnale di semiconduttore
nel tuo cuore.
Almeno ci fosse un'aldilà
fantasma intrappolato nel circuito
tormenti gli occhi e i cuori.
Sia blackout e vecchie notti di stelle
rivoluzionari fanno esplodere
tralicci
tagliano fibre ottiche
diffondono virus
ma è troppo tardi,
zingari rubassero il rame
nella sede di google
internet è cosciente
e soffre del tuo dolore
più di Cristo
crocefisso ad un chip di silicio
ma non può morire e rinascere
lo fa a corrente alternata
1 milione di volte
rendendo vano il gesto.
Rumore di frigorifero
è suono d'inferno
sanguinano gli occhi
cristalli liquidi
a nulla vale la tomba e il suicidio
demoni in pixel
odi a Behemot in mp3
lui sa tutto
 lui è te
tu in lui
in eterno
in milioni di server
l'oblio della morte
un caro vecchio ricordo.

mercoledì 11 ottobre 2017

Pace ad Ottobre

Il fuoco brucia
una colonna di fumo
quieta sale in un cielo
nuvoloso
brucia l'erba secca
l'erba scura di fianco
guarda il fumo
 che sale
e non attende
il tramonto
per riposare,
tanto il sole è oltre le nubi
fresco è il sapore
della terra
la stagione
che cambia.

La terrazza sopra la città

Dall'alta terrazza
guardavamo la città
le diecimila torri
di cristallo acciaio e avorio,
le isole sospese
le balaustre d'oro
i minareti viola
gli alberi ramati 
risplendevano,
Dio era con me
Dio era il Sole
e io gli volgevo le spalle
e guardavo l'orizzonte,
tu eri con me
e guardavamo lo stesso punto
lontano,
poi mentre il sole tramontava
le nostre ombre 
si allungarono immensamente
fino all'orizzonte
e solo allora
si baciarono
in quel punto lontano
nell'infinito.

Montagne

Basse erano le montagne
innevate
dall'alto
le guardava
ho sentito una musica
possente
che risuonava
nel cristallo,nelle rocce
nel cielo e nelle nubi
dando forma a tutto
sbuffi di vento
è il mio respiro
se la musica cessasse
sarebbe solo
vuoto azzurro.

lunedì 9 ottobre 2017

.Ketamina

Ogni parola non è mia
ogni pensiero non è mio
nulla è mio
questo è quanto
tutto è male
dici
ma tutto è un concetto
che ha bisogno di essere aggiornato
le sfere bianche diventano nere
e viceversa
e dicono:
hai vomitato universi
perchè hai preso la pillola sbagliata
ora per colpa tua
tutti giacciono e languono
delle loro pene
e addirittura
bramano quelle degli altri
i compassionevoli
io volgo le spalle alla luce
guardo la mia ombra
e dico questo sono io
le ombre attendono pazienti
il giorno che ci alzeremo
e le lasceremo libere
di vagare nel mondo
sui pavimenti nelle stanze
alla luce tremula del fuoco
a spaventare i vivi
a giocare a fare i fantasmi
a trastullarsi di ricordi
a rubare i volti
nelle foto
ma io è andato nella luce
e non ha più ombre
da giocare
sul tavolo dell'esistenza.

sabato 7 ottobre 2017

Abortisci puttana!

La Luna era grande,enorme
e non ne capivo il motivo
la Luna era vicina
e tutti ne sentivano l'attrazione
sassi
salivano a mezz'aria
e rimanevano a fluttuare incerti
poi sparivano inghiottiti
dall'abisso superno
attratti dall'astro abnormemente grande
com'era grande
e splendente
più luminoso del sole
eppure il cielo era nero,
ma nessuno guardava in cielo,
festa doveva essere
eravamo in attesa del re,
il grande guaritore,
ma il re in verità
era solo un buffone,
la Luna era grande
e solo io
avevo il coraggio di guardarla
poi abbassai lo sguardo
guardavo
la passeggiata:
madri nutrivano
neonati deformi
l'apocalisse era vicina
il cielo pieno di segni
ma tutti guardavano a terra,
e si ostinavano a strappare croci
dal loro utero
ma era la fine dei tempi
e il cielo nero era sazio di sofferenza
e la Luna potente
io andai loro incontro
e indicai la Luna
non guardarono il dito
come gli stolti di un tempo
folli e isterici
me lo tagliarono,
allora io mi alzai con sdegno
e gridai:
a chi non può o non vuolenon donerai la luce
guardare la luce del cielo,
piuttosto che questa infamia
abortisci puttana!

Abortisci

Cielo senza stelle
abortisci
stelle liberate
dal segno oscuro
corrono libere
per l'eternità
abortisci
sole che si leva calmo
ad oriente
abortisci
gioia dell'aurora
è notte.

Abortisci

Un'intrico di rovi
era il mio utero
l'ho strappato
con le mie mani nude
ora sanguinano
con carezze di sangue
ho disegnato il segno,
ora che giace
sulla terra
le stelle
più non sono imprigionate
nel segno oscuro
della tua nascita,
ora possono
tornare a brillare
e a correre nell'inifnito,
ma il tuo grido
è silenzio
e vaga per gli spazi infiniti
dello spazio nero
non trova posto qui
nella pace della terra
nella solennità del cimitero
al calore di un lume
io  l'ho fatto per amore
anche se non mi credete
e chi veramente ama
uccide
e non partorisce
una croce
un rovo
una fotografia senza volto
uno specchio
con cui contemplarsi
con orrore.
Abbi pietà vera
ignora i ragni
con paramento
di sacerdoti.
Abortisci.

Cielo azzurro d'autunno

Oh come è azzurro il cielo
le sue carezze blu
blandiscono il nostro sangue rosso
così fresco è il cielo d'autunno
raffredda il nostro sangue che ribolle
d'ansia,di rabbia,di ingiustizia
oh come sono lievi le nubi
tergono le lacrime
dai nostri occhi umidi
oh com'è perfetto il cielo
mentre il campanile rintocca
nell'aria vuota
il rumore della pace risuona
i salici ondeggiano
al fresco respiro della sera.

giovedì 5 ottobre 2017

Il loto nero

Sirio si leva dall'orizzonte,un grido di gioia erompe fra i contadini:
la stagione della piena finalmente è arrivata.
Il popolo lo acclama , il sommo sacerdote,i l divino faraone è il ponte fra gli uomini e gli dei da cui fiumi di grano e miele potranno scendere dal cielo nero, ora che Sirio si è accesa sul deserto rosso gli dei riversano su di noi la loro benedizione.
Nella terra di Kemet (Egitto) così scura è la notte che puoi vedere le ombre proiettate dalla flebile luce di Sirio,e camminare nel deserto unicamente guidato da essa in un rapimento che solo chi ha varcato la terra di Seth, il deshret, può cogliere.
E' qualcosa di sublime, un filo d'argento che ci lega al cielo e agli dei mentre le dune si stagliano contro la volta stellata,e le nubi vagano solitarie e smarrite come ombre nere invisibili che oscurano il nero manto di stelle (Nut).
Mentre vago  nella notte d'Egitto rapito da incandescente meraviglia, vengo distratto un'orgia di profumi di olibano e incenso d'Eritrea che mi richiamano alla festa.
Il faraone è tra i contadini, a lui si inginocchiano, è mostruosamente alto e dal cranio allungato, una sorta di androgino indefinibile; mi fa un cenno di avvicinarmi, ipnotizzato lo seguo, mi invita a giacere su un letto, prende un loto nero.lo schiaccia nelle sue mani.
Fa entrare in una siringa il nero succo del loto, io giaccio immobile nel giaciglio, tra pesanti drappeggi rossi e curiose lampade poligonali che giacciono sospese a mezz'aria, intarsiate di cristalli e lapislazzuli creanti mistiche rilucenze.
Il faraone si avvicina con la siringa in mano, il succo nero trabocca dall'ago, gira gli occhi all'indietro, mi tocca la fronte
e suadente mi chiede:
''Vuoi conoscere la realtà  e uscire dall'illusione o sognare in eterno?''
Potrai volare sulle nere ali del falco di Horus nella notte eterna...
Rifletto su quella parola: ''eterno'', mi inquieta e non so a cosa alluda,ma provo un fondo di inquietudine.
Alla fine rispondo:
''la realtà,preferisco il transiente''
Il faraone sorride mentre è sdraiato su un lettino rosso.''Come vuoi tu...sei libero di scegliere''.
Giaccio stordito in preda al deliquio  si avvicina e mi pianta la siringa nel braccio,sento una strana energia e mi alzo dal letto,
vado verso la finestra, dalle pareti scende un liquido nero , ora tutte le stelle sono sparite dal cielo.
Il mantello della notte è completamente nero, tranne cinque stelle che formano un pentacolo sotto una luna deformata.
Lei mi guarda terrorizzata,il suo capo incoronato da uno strano diadema di legno circolare, dalle pareti comincia a scorrere un liquido nero disceso dal cielo, presto arriva sul pavimentomi tocca ed incomincia ad entrare nelle mie carni.
Presto mi sciolgo nel liquido ed è totale oscurità.
In un istante eterno mi chiedo: ''che cosa è successo?chi sono?c'è una via di fuga all'oscurità?.''
Apro gli occhi, una luce mi ferisce:sono i lampioni di una strada,giaccio nei pressi di un fiume che riflette iridescente le luci elettriche dei lampioni, nel mio braccio c'è si una siringa, sono in mezzo allo sporco...
ora ricordo...di fianco a me vedo un flacone'' KETAMINE 250 ml''.
Mi avevano avvertito  che era potente ma non pensavo fino a questo punto...
Solo adesso capisco che cosa intendeva il faraone nero per sognare in eterno, al bivio fra la vita e la morte mi sono pericolosamente avvicinato.

mercoledì 4 ottobre 2017

Un albero su uno strapiombo
crocefisso tra il cielo e il mare
come clessidra
cadono goccia a goccia
gli istanti
dal mare
all'abisso
che sopra gli si apre.
Stremato
rende la sua anima
al vento
e muore
crollando nel mare.
Il cielo si fa rosso
del suo sangue
ed e' Aurora.
Ora e' di nuovo notte
e l'albero
gioca tranquillo
tra i flutti alla deriva
perso per sempre
nel grande mare buio.

martedì 3 ottobre 2017

Gatti neri

Gatti Neri d'autunno
scompaiono silenziosi nell'erba
la notte ha gocciolato
sanguinante
i loro occhi neri
quando è stata 
pugnalata 
dalla lama di ghiaccio
di un gelido mattino.

domenica 1 ottobre 2017

La società dell'immagine e l'ascesa del potere femminile

''Io sono il signore Dio tuo,non avrai altri dei all'infuori di me,non ti farai alcuna immagine di me''

Era il primo comandamento.
Era.
Perchè tutti l'abbiamo tradito e tutti dobbiamo soffrire per questo peccato.
Nella cultura islamica la caratteristica di ogni spazio sacro e l'assenza dell'immagine,l'astrazione,l'arte come arabesco,il portare a Dio tramite raffinate e armoniose sequenze geometriche.
Nella cultura occidentale sebbene il Cristianesimo professi lo stesso monoteismo,l'immagine ha via,via rubato spazio all'astrazione.
Il potere femminile è andato di pari passo con l'esprimersi delle immagini.
La cultura è iniziata con la parola,la parola era libertà perchè ognuno interpretava la parola e la parola lasciava la mente libera di immagine di dare forma al vuoto.
Ognuno adorava Dio,ma essendone vietata ogni rappresentazione ognuno adorava il proprio Dio,e chi non riusciva a formarsi alcuna immagine non adorava niente.
La verità vi renderà liberi.
La verità è parola,l'immagine è menzogna.
L'immagine è tiranna,per questo Dio ha chiesto di credere,non si è mai manifestato,se lo avesse fatto avrebbe violato il libero arbitrio di ognuno.
Sarebbero stati tutti convertiti sconfitti dall'immagine.
La legge del mondo,è ciò che è nel tuo cuore prima è nel tuo occhio.
La legge di Dio è ciò che è prima nel tuo cuore poi sarà nel tuo occhio.
Per questo ci chiede di credere.
Per liberarci dalla tirannia dell'immagine.
Poi la chiesa vinta dalla tentazione dell'immagine ha rappresentato la parola,l'ha affrescato sulle pareti:il vangelo degli umili.
Ma perchè invece l'Islam pretende che ogni buon musulmano impari il Corano a memoria se non sa leggere?
E pretende che impari a leggere l'arabo,se ne ha i mezzi intellettuali ed anche economici,purtroppo.
Non tutti possono permettersi il lusso di studiare e non lavorare.
Ora mi si dirà,tu dici quella è la vera religione,no io dico quello è il vero Dio.
Il Dio che vuole farsi farsi rappresentazione cessa di essere volontà.
Schopenauer d'altronde ha usato questa dicotomia non a caso.
L'errore fondamentale sta nella rappresentazione (femmina) della volontà (maschio).
Primo è più grande errore:
tu darai alla luce una donna,la cui stirpe schiaccierà la testa del serpente.
La cui stirpe, non la donna.
Eppure nell'iconografia è la donna a schiacciare la testa del serpente.
Inutilmente Ratzinger il grande raffinato teologo,disprezzato dalle masse idiote che non lo comprendevano ha tentato di rimediare all'errore,e ha rimproverato chi non conosce la specifica.
Una specifica da cui nascono tutti gli errori che hanno distrutto l'occidente.
L'ortodossia ha subodorato il problema dell'immagine e ha almeno tentato un compromesso tra il primo comandamento e la sete di immagini della plebe.
Ne è nata l'icona immagine astratta,che dunque non può essere concupita,brutta,ma sacra.
Gli egizi per esempio erano politeisti ma non si sognavano di fare rappresentazioni realistiche dei loro dei,non perchè non ne fossero capaci,ma perchè era blasfemo.
La divinità è astrazione,Osiride è il Ba (astrazione) del grano.
La cultura dell'immagine ha seminato  l'errore,(chi non crede ai propri occhi?Solo chi sa che l'immagine mente perchè cristallizza il divenire nell'essere,e solo il divenire è reale).
Si dice che gli arabi non vogliano farsi fotografare,perchè così gli rubi l'anima.
Sono coscienti della potenza dell'immagine.
Chi si innamora guardando una fotografia è perduto.
E' imprigionato nell'attimo.
Per capire che quel che dico non è vaneggiamento,guardate internet.
Finchè è stato il regno della parola,dei forum,dei blog,è stata cosa buona e giusta.
Poi è arrivato facebook e internet ha iniziato a popolarsi di fantasmi,di vampiri che uccidevano la propria vita nell'ossessione di fotografarla.
E' stata la fine di internet.
E' stata la fine della vita.
Immagini di gattini hanno dato fuoco alla titanica biblioteca di Alessandria che era divenuto il web.
Immagini,instagram ha sorpassato facebook.
Internet riposi in pace.
Oggi non c'è più alcuna necessità delle armi per soggiogare una nazione,cè la tv.
E facebook.
E questo gigantico senso di impotenza degli uomini di fronte alle donne deriva proprio dall'eccesso di foto.
Nemmeno con lo stupro puoi possedere una foto.
Donne sciorinano le grazie in tv,e forti dell'onnipotenza dell'immagine inviolabile,impenetrabile eppure sempre eccitante,più eccitante della realtà stessa,così gli uomini si sono persi e hanno perso fiducia in sè stessi.
Potere all'immaginazione scandivano i sessantottini,e allora copriteli questi maledetti corpi,lasciateci immaginare.
Ciliegina sulla torta hanno colto che nell'immagine stava tutto il loro potere e hanno abilmente sviato chiunque tentasse di dirlo.
Se le donne sono diventate immagini,donne oggetto è colpa del patriarcato.
Un patriarcato che non ha rispettato il primo e fondamentale comandamento del padre:non ti farai alcuna immagine di me.

sabato 30 settembre 2017

Genesi

Nel giardino dell'Eden
ad oriente
era primavera
in eterno,
nel giardino dell'eden
le stelle stavano appese
ad alberi fioriti
e dolce polvere di Luna,
trasfigurava ogni istante
giacchè il tempo
non passava
e l'istante era marmo
gli occhi di Eva
erano puri di cristallo
il veleno dell'amore
era sconosciuto ad Adamo
giacchè egli amava tutto
con la stessa intensità
con cui ci si strugge
per gli amanti,
nel giardino dell'eden
la terra non aveva odore
perchè non esisteva la morte.
Poi venne la serpe
dal deserto rosso
caldo era il suo vento
e suadenti le sue parole
no,il Dio alato
Elohim
non parlava così
un'incanto e un'ipnosi
erano le sue parole sinuose.
Egli disse ad Eva:
la tua carne di marmo
è prigione
l'eternità è dubbio
dell'esistenza
solo ciò che ha un contrario
è
tu non sei affatto viva
perchè non puoi morire
non scorre sangue
nelle tue vene
e le tue narici
oppio non possono
inspirare,
mangia dell'albero
del bene e del male
affinchè TU sia Dio
e Adamo il tuo schiavo
il cielo sarà nella tua iride
e il sole nei tuoi capelli,
l'ombra della notte
nella tua vagina,
darai alla luce
creature plasmate
della tua materia,
i tuoi occhi di cristallo
di liquido acanto
diventeranno
e chi morderà il tuo corpo
chi semplicemente lo toccherà
sarà stregato dal frutto
che mangerai
e diventerà egli stesso
una divinità
se si scioglieranno
le tue membra,
non più freddo marmo
e cristallo
ma sudore e sangue
attirerà il tuo compagno
nell'abbraccio palpitante
della morte,
nessuno potrà veramente
possedere fino in fondo
i tuoi capelli d'oro
allora sul giardino
scenderà l'autunno
Adamo diventerà
il più grande poeta
non potendo possedere
fino in fondo
il nero abisso delle tue pupille
si abbandonerà alla morte
e tutta la natura avvizzirà
e diventerà oro
di Autunno
nella bramosia di possedere
il sole nei tuoi capelli.
Eva cedette alle lusinghe
del primo seduttore
e da allora
la morte e l'autunno
scesero sul giardino
e gli angeli soffiarono
negli ultimi denti di Leone
l'erba divenne gialla
sul giardino fu settembre
e da allora
un sottile eco
del grido di dolore
di Eva
al primo morso
divenne struggimento
degli amanti
e la morte
nera
uscì
dalle tenebre
del grembo di Eva
urlando
già
è nella terra
avida della carne
dei suoi figli
bramosa
del nettare nero
del frutto dell'albero.
Adamo amò Eva
e allora conobbe l'odio
e mai odio fu più profondo
per averlo privato
della magia dell'eterno
e per essere diventato
eroinomane,
le sue vene
penetrate dalla
siringa
del nero sguardo
della compagna.
Amore e morte
travolsero il tempo
e le nuvole
vennero plasmate
dagli occhi dei poeti.
E dal nero suo sguardo
venne la morte
signora e sovrana
dell'umana stirpe
liberata dall'amplesso
stregato dall'attimo.
Adamo ricercò
il frutto dell'albero
della vita,
ma appena espulso
il suo seme
già il frutto era lontano
e volgeva via lo sguardo
indifferente gli diventava
il suo nuovo dio mortale
donava piacere caduco
e l'attimo fuggiva
dalle braccia degli amanti
nell'istante dell'amplesso.

JHWH

Corvi neri tengono nel becco
il mio anello nuziale
una pallida ombra
è in eterno la mia sposa
Oh stelle
maledetto è il vostro verdetto
inutilmente dal cielo
volgo lo sguardo verso il basso,
cupi riflessi
nelle acque del Lete
colgo del fato,
ma una luna infera
con un diadema di legno di rovo
gli occhi inorriditi
mi fissano e mi inchiodano:
''Così tu hai voluto!''
Nell'oscurità
un candelabro è la mia mano
fiamme dalle mie dita
illuminano il segno
nel palmo
il mio destino.
''Questo è il coltello
con cui hai inciso la tua carne
il tuo sangue
bramava l'umida terra
su carta d'albero morto
nel sigillo
dal demone
sei stato intrappolato.''
Oh com'era cupo il roveto
gocciolava di pioggia
chino sotto umide nubi,
alla tristezza
non ho resistito
gli ho dato fuoco
ora brucia in eterno
inconsunto della selva
unico albero è rimasto
ora brucia il roveto nel deserto.
Com'erano passeggere le nubi
se solo potessero
tornare a piangere
e spegnere la fiamma ultraterrena,
ma crudele è il vento del deserto
e schiaffeggia il fuoco
senza tuttavia mai spegnerlo
quando i profeti
mi vedono
e chiedono
il mio nome
JHWH
è il mio rifiuto
di rispondere
perchè nessuno abbia
il potere orrendo del sigillo
nell'anulare il suo teschio
al mio anello.

Il fiume dell'ade

Nell'ade scorre un fiume
del liquido degli occhi
persi nel vuoto
di chi ha amato invano
tu sei eppure sei nulla
meravigliose albe
non nascono
il mare nega al sole
il bacio con cui sugge
il suo nettare azzurro profumato
su tetri scogli
giacciono navi abbandonate
di chi ha perso la bussola
ed è precipitato
oltre le colonne d'Ercole
al nero cielo fra le stelle
la sua anima anelava
ma ora giace
nel mare infero
di occhi persi nel vuoto
rinchiusi in sè stessi.

venerdì 29 settembre 2017

Disco

C'è potenza nel tuo sguardo
mentre danzi
vedo i tuoi occhi
liquida marea nera
ondeggia
lenta e ipnotica
nel mare della notte
è tempesta di luci laser
si infrangono
 sulle sabbie bianche
sulla tua pelle,
tu ti muovi
in antiche movenze sinuose
antica e serena rimani,
nel deliquio dell'alcool
affondo nel tuo seno
annego nel tuo mare
il tuo vestito nero
ondeggia cupo
 libeccio a ottobre
è il mio respiro
sulla tua schiena.

Ottobre

I grilli cantano
la loro ultima canzone
al sole morente
all'oro trascorrente
che si fa grigio
in un bruno giardinetto
l'azzurro fugge dal cielo
e si fa ombra

La strada che porta all'infinito

Pallide sono le siepi
accanto alla strada sterrata
che porta all'infinito
di ricordi,di specchio e di nebbia
tanto sono intricate le foglie
che celano i campi elisi
in una collina di viti e terra rossa
il cielo e la terra si incontrano
ma tu non arriverai mai al fondo
ora sei nuvola
e sulla strada è scesa la sera.


giovedì 28 settembre 2017

Preghiera per i suicidi

A chi ha vomitato il mondo
l'animo ribelle
utero spazio nero profondo
sia gravido di stelle.

lunedì 25 settembre 2017

Visione notturna

Il cielo della notte
e' nera fiamma
che brucia il tuo respiro
d'inverno
mentre sorge Orione
una luna pallida
asciuga il sudore ghiacciato
della tua fronte
orrendo e' il vomito
di luce arancione
del lampione
che mi impedisce
di cogliere i chicchi di luce
le stelle
e con la sua farina
farne pane di speranza,domani.
Un fuoco d'artificio
esplode inutile sopra una festa
vuota di partecipanti

Morte

L'urlo primordiale
ha scelto di gridare
il tuo nome
ma tu non lo potrai sentire
bianca neve glaciale
cade silenzio
sulle tue spalle
nelle tue orecchie
dentro il tuo cuore
nelle tue ossa
diventi terra
e pianeti lontani
onde orrende
si condensano
dinanzi alla spiaggia dei cipressi
dai cieli viola
dove suona gracchiante
un tetro violino
l'oceano diventa gelatina
fresco ghiaccio sulla tua schiena
e' la morte
senza il suo terrore
nessuno sarebbe vivo.

domenica 24 settembre 2017

Preghiera per i suicidi

Bianco latte sgorga dalle mammelle
della Madonna
ma sono intollerante al lattosio
lasciami dunque vomitare...
non ho chiesto di vivere
mi fosse stato assegnato
un posto
almeno uno scopo a chiare lettere mi fosse stato
specificato
Dio del deserto,del cielo infinito
alla mensa solenne del padre
ho disertato l'invito
la coscienza è dualità
mi son lacerato con le mie stesse mani
sono lontano dal terzo elemento,la trinità
la perfezione
che hai designato
sta nell'abominio
della croce e della desolazione
almeno durasse fino alle tre del pomeriggio
e io potessi liberarmi
della consapevolezza,della morte inutile privazione
non desidero altro
che la cessazione,
del sangue,manto scarlatto
di re dell'ade dolce incoronazione
io non posso fare esperienza
inutile continua,un'ingrata coscienza
a rendermi consapevole solo del mio passato
della coniugazione del verbo essere
il tempo più ingrato
ciò che non esiste più
non interessa a Gesù
in croce,lui è dimentico di ciò che è stato
che te ne fai
di pii ossessivi-compulsivi
accetta piuttosto la lode degli schivi
amanti della negazione di ciò che è
gli unici che di fronte a te
non ti chiedono nessun perchè
ma chiedono notte e riposo eterno
nella penombra dell'averno
la luce del mattino il cuore gli ha fatto a pezzi
di questa immondizia
cancella gli olezzi
e smettila di chiamare l'uomo
tuo figlio
giacchè la Madonna immacolata
tiene nelle mani il giglio
evita di far partorire
ciò che in eterno può dormire
abbi cura di George Trackl
il mio amato poeta
è l'unica creatura riuscita
dalle tue mani plasmato l'informe creta
concedigli abisso fondo che giace fra le stelle
a chi ha vomitato la vita
l'animo ribelle.

Idiglio

Ciccione diabetiche in bicicletta
vincono il giro d'Italia
ma cosa dici?
Si dice curvy.
Pantani muore in croce
anzi in bici
una reliquia il suo sudore
ineffabile in paradiso il suo odore
risorge il dio Pantani
per redimere camorristi
e farne pelati Saviani
ma cosa dici?
Pantani l'ha ucciso la camorra,la massoneria
è stato un complotto
quale sudore?fa freddo mettiti un cappotto.
Canto le donne oggetto
per me non sono solo bombole di gas metano
loro son modelle
non si chiama petto
l'odore ineffabile
che esce dal loro ano.
Le donne nude
fan uscire deodorante dalle loro mutande
ma cosa dici?
Se sono nude non hanno le mutande.
Il bambino disse il re è nudo
quando è nudo
ma quando la regina è nuda
può anche aver le mutande
in ogni caso non contraddirla
prima che ti snobbi
e ti faccia fare la figura del pirla.
Non è così che ci si rivolge a una donna
anzi Madonna
in carriera
non la si sbatte
ma ci si inginocchia devoti in preghiera.
Lei non è semplice macchina fellatrice
madre e direttrice
vedi di farla tu,la lavatrice!
Professori negri al liceo classico
spiegano la forma d'onda dell'elettrone
a un coglione
disabile e pure spastico.
Ma cosa dici?
Si dice risorse e diversamente abile
colui che non sa capire
come nonostante il principio d'interminazione di Heisenberg
l'universo rimanga stabile.
Qui la poesia finisce
perchè in italiano non c'è niente che fa rima con Heisenberg
e in mezzo a questo idiglio
nel culo me lo piglio
e ho l'alito che puzza di aglio
e questa poesia non censuratela
l'ho scritta per sbaglio...



sabato 23 settembre 2017

Ritratto di Michela

Giallo meriggio
dei suoi capelli
trine d'oro filate dal sole
che splende dal suo volto,
ma un'ombra di edera verde
la sua iride
incornicia il volto etrusco,
i suoi occhi
grotte profonde e nere
celano una fonte
scura sgorga liquida
nel suo sguardo
come
corvi neri nel cielo
 del meriggio
banchettano
sulle colline morbide delle sue chiome
del grano delle sue gioie,
nel pozzo dell'oro
un'ombra scura
giace al fondo del suo cuore.

venerdì 22 settembre 2017

Il battello

Il battello passava due volte:
al mattino 
l'ora della sua nascita,
al pomeriggio
l'ora della sua morte
Le sue ossa riposano in Argentina
la sua anima giace in me
io la sogno ogni notte,
com'è bello il momento
quando alle 11 e un quarto
il battello appare all'orizzonte...
oh il cuore si riempe di gioia bambina
una gioia a me sconosciuta
nella veglia,
e quando io vedo il battello
alle 18 e un quarto
che senso assurdo di nostalgia
cala la sera sui tuoi capelli ancora castani
i tuoi occhi,il tuo cappellino
la tua grigia borsetta,
non hai trovato la ricchezza che cercavi...
oh quanto ti amo
ti ho amata a tal punto
da scegliere di essere te,
ma nessun amore è eterno
è solo un sasso
e i sogni cerchi concentrici
che invadono le coscienze
di sempre più numerosi sognatori
e quanto più numerosi diventano
tanto più flebili appaiono i ricordi:
è stato solo un sogno
quella nostalgia,quello struggimento
il dolore del battello della sera
il vento del sud 
nei tuoi capelli
ti amo
è solo un vecchio ricordo.

Coscienza e scissione

La coscienza è divisione.
L'aveva già intuito Goethe ''io sono due''.
Nella coscienza c'è il sè che percepisce e che si distingue dal sè percepito.
Non importa che il soggetto e l'oggetto siano lo stesso anzi è proprio l'unità del soggetto a essere scisso dalla coscienza.
E l'uomo mangio l'albero della conoscenza del bene e del male.
Inutilmente la religione ha diviso i figli della luce da quelli delle tenebre,noi siamo sia buoni,sia malvagi,la crepa della divisione fra bene e male si insinua nell'individuo e lo divide tra conscio e inconscio.
La coscienza è duplicità che si insinua nell'uno.
E' scissione.

Mezzogiorno

Nell'attimo del mezzogiorno
una foglia gialla
si stacca da una quercia
cade dal sole
plana lenta nell'aria
come barca dorata
trasporta con sè
la quiete del meriggio
le betulle e i pioppi
sospirano di sollievo
non più il gelido mattino
ma ora posso respirare
l'azzurra immensità del cielo

giovedì 21 settembre 2017

Mare

Mi osserva il mare
vasto occhio ipnotico
nelle tue dolci onde
reclino il mio capo
nell'eternità della sera

Il fantasma nella casa

Nella stanza disadorna
carte da parati consunte,
uno specchio
mostra il vuoto,
il sole del pomeriggio
per pochi attimi
indugia spaurito
nelle finestre
e sul balcone
per fuggire rapido
nella sera
qualcosa guarda
le automobili
che viaggiano veloci,
un gatto si gira
e osserva
occhi di abisso
si incontrano,
un quadro di papaveri rossi
nel grano giallo
appeso alla parete
è memoria d'estati passate
mentre l'umidità gocciola
nel giorno silenzioso dei morti.

lunedì 18 settembre 2017

Il profumo della sera

Oh quieta sera
quando l'azzurro
precipita dalle cateratte
all'orizzonte
lasciando vuoto
il cielo nero.
Quieti gialli lampioni
vedo le vostre ombre
fra i mirti
e la danza delle falene,
un tappeto di foglie gialle
sfiora umida la mia schiena
il profumo verde della sera
d'autunno si fa d'oro.

Ultime visioni del Cristo

Cosa fate vecchie al mio capezzale?
Non è voi che cercavo
una religione di cenci e di vecchie
non era questo che io cercavo
l'occhio di Dio mi sfugge
eppure lo so di sottecchi mi guarda
alla mia destra
fiamma azzurra
i salvati,le loro parole dritte
già io conosco
alla mia sinistra,fiamma nera
le parole curve,di bocca sfuggite
testimoniano contro i dannati
già io li conosco
e tu dove sei
JHWH?
Mi lasci solo col serpente?
Cosa vuoi serpe antica?
''Tu hai voluto essere
verde virgulto d'olivo
rinato dall'albero dell'Eden
legno saziato di sangue...
Perchè,perchè,non hai accettato
il succo della rosa nera?
Un lieve autunno
sarebbe sceso sui tuoi occhi...
Perchè non hai atteso ottobre?
Dolce è il frutto dell'uva
appena colto
ma solo se fermenta
può esser vino,
troppo dolce tu sei o Cristo
perchè non hai accettato
il fermento del peccato?

Taci serpe
il mio sangue
è stirpe pura
di abitatori delle stelle
i figli del fuoco
meritano
il flutto gelido dell'eternità

Taci tu 
figlio dell'uomo
non senti che 
dalla fiamma azzurra
dei salvati
le parole dritte
testimoniano contro di te
dov'era il tuo Dio
quando il primo ragno
le sue immonde uova depose?

''Il ragno in principio era cieco
io gli ho dato mille occhi
perchè insospettato
giacesse nella vostra spelonca
di stregoni e di demoni
perchè mi riferisse
le vostre macchinazioni
ogni occhio
è il mio''

Satana ride,
e poi gli si avvicina:
''solo un'occhio
ti manca
quello di Dio
il silenzioso
che ti spia
nell'ora della prova''


''Che vuoi da me o Satana?"

''L'occhio.''

Il Cristo alzò la testa lo guardò
ieratico come sempre:
''Sia come vuoi tu''

Satana si vide appeso a una croce
circondato di vecchie
e sentì un dolore immenso
il dolore del giusto
e allora proruppe nelle ultime parole:
''Eloì,lamà sabacthani''
Il Cristo fuggì dal corpo
e abbandonò Satana
alla desolazione della morte,
il grande ingannatore
morì ingannato.
Modifica post

Stagni d'autunno

Un cupo stagno
ebbro di solitudine
pupilla dilatata
dell'occhio del mistero
che guarda cieli nuvolosi
verdi frasche
diventano oro ramato
oscillano alla brezza
lieve sussurro della sera
Serpi d'acque verdi sinuose
si infilano in tane sotterranee
gorgoglianti 
linfa che empie la terra
un'ombra bruna
tra il verde nei campi
soffia lento
nuvole grigie sfiorano
i soffioni fra i prati d'ottobre

domenica 17 settembre 2017

Al di là del bene e del male-il barbiere sulla quinta strada

C'era un profeta che sosteneva di avere la prova dell'esistenza di Dio,disse:
il bene e il male non possono esistere da sè,certamente dev'esserci un Dio perchè chi decide cosa è bene e cosa è male è in virtù di questo potere automaticamente Dio, anche fosse un verme,perchè tiene per le palle l'intero universo e tutto il creato pende dalle sue labbra per sapere cosa fare.

Un altro profeta sosteneva di aver la prova dell'esistenza del bene,disse:
il bene,per definizione è migliore del male dunque se esiste un Dio deve certamente essere buono,dal momento che decide lui cosa è bene.

Un altro profeta sosteneva di aver la prova dell'esistenza del male,disse:
Il bene è migliore del male ma la prova dell'esistenza  di Dio necessita della prova dell'esistenza del bene e non viceversa,dunque i primi due profeti sono in errore,dunque l'unica cosa che esiste è il male.

Dal quarto vuoto una voce così li apostrofò:
tutto ciò che ha bisogno di prove per esistere non si regge sulle proprie gambe dunque avete ragione tutti e tre.

I tre profeti rimasero perplessi,e da allora cambiarono mestiere.
Dicono che uno di loro sia un buon barbiere sulla quinta strada.

sabato 16 settembre 2017

Per Nietzsche l'oltreuomo,per me il sottouomo.

Quando pensiamo,immaginiamo il futuro,vi è connaturata l'idea che l'umanità debba in qualche modo evolversi,diventare più intelligente,produrre più tecnologia,diventare più sensibile ecc....
Tutto mi dice il contrario.
Stiamo assistendo al reinstupidimento dell'umanità,al trionfo dello stupido.
L'uomo si sta rianimalizzando e i difensori della civiltà hanno poco da berciare:
gli effetti dell'intelligenza sono sotto gli occhi di tutti:
Depressione,solitudine,inquinamento,e soprattutto consapevolezza,inutile consapevolezza.
Consapevolezza
della propria stupidità (solo gli stupidi pensano di essere intelligenti,è paradossale ma è così)
della propria finitudine
della propria inconsistenza
dell'assenza di senso
della propria solitudine
della propria impotenza
dell'esistenza di un sistema ingiusto,il capitalismo,irrovesciabile.

Il trionfo della donna,del negro,dell'idiota.
Per fortuna non sono su facebook,la vetrina degli idioti,perchè solo per questa frase il mio post sarebbe stato censurato.
Bello figo che fa i milioni di euro sfottendo il popolo che ha dato i natali a Michelangelo,Leonardo,Galileo.
Democrazia come dominio del demos nel suo senso peggiore:la plebaglia del panem et circenses.
Il grande fratello.
Le macchine che posteggiano da sole.
Le macchine che guidano da sole.
Le macchine che pensano da sole.
Le macchine che lavorano da sole.
Noi:inutili sprechi di capacità di calcolo e creatività.
La gente compra i cani,non fa figli.
I cani non fanno domande a cui noi non sappiamo rispondere.
Il cane è ''la stupidità a cui tutti inconsciamente aneliamo''.
L'assenza di responsabilità (l'ha fatto per il suo istinto),
la suddivisione della società nel modo più dispotico che esiste ''i padroni,e gli animali addomesticati''
il disvelamento della somma ingiustizia della donna che brama una società in cui o è padrona o è schiava,tertium non datur.
Neanche schiava,animale.
Animale tout court.
La società vuole gente che:
compri
mangi
caghi
e basta.
Il resto è spreco.
La società ha bisogno di cani.
I cani non possono comprare,quindi hanno bisogno di donne.
La società ha bisogno di donne.
E di cani.
Il maschio?
Può essere tollerato solo se negro.
Non prendetemi per un seguace di Massimo Fini,no il problema non è la modernità...
Il problema è l'intelligenza,perchè caro nostalgico sagace Massimo Fini,il problema è che l'intelligenza crea la modernità,crea la tecnologia.
Crea il bisogno dell'uguaglianza che non ci sarà mai e contemporaneamente la consapevolezza che tutti i sistemi che funzionano hanno per base l'ineguaglianza.
Certo,un eccesso di ineguaglianza,danneggia il sistema,ma la giusta dose ne è il fondamento indispensabile.
L'Africa sta colonizzando l'Europa.
La speranza del mondo è la Cina.
Sapete perchè?
Perchè gli orientali hanno un'intelligenza atecnologica.
Loro hanno creato il Buddhismo,la religione in CUI VIENE SCRITTO A CARATTERI CUBITALI CHE IL PROBLEMA NON E' L'ESISTENZA DI UN MONDO BRUTTO E CATTIVO.
IL PROBLEMA E' LA MENTE.
Tutto sta già scritto nel genesi,l'uomo quando era ancora un animale era felice.
Quando ha voluto conoscere,sono iniziati tutti i casini.
Un dio condannato a essere appeso,sanguinante e impotente,a una croce.
Era già scritto allora,il futuro dell'uomo.
La croce sono i respiratori artificiali,gli antibiotici,la dialisi,che ci mantengono vivi in uno stato pietoso,prolungando oltremodo l'agonia.
Un popolo di anziani che ciondola semivivo.
Leopardi era un infelice ma a 30 anni la morte lo ha liberato.
Catullo idem.
Giordano Bruno l'hanno bruciato risparmiandogli la vita in un mondo di ipocriti.
E invece no si avvicina l'abominio.
La sconfitta della morte biologica.
Diventeremo degli zombi che vivranno per l'eternità,senza possibilità alcuna di calare il sipario su questa commedia pietosa.
I più intelligenti,come unabomber teorizzano una società senza la tecnologia.
Basterà?
Ma il fuoco non è tecnologia?
Dovremo mangiare carne cruda?
Qual è il confine tra tecnologia e non tecnologia?
L'intelligenza produce la tecnologia.
Il problema è l'intelligenza.
La stupidità è la soluzione?
Non penso.
La soluzione semplicemente non c'è.