martedì 22 novembre 2016

Luna dai capelli neri della notte

Placida luna
sorgi  piano Iside silenziosa
dall'orizzonte caldo
tra gli alberi frondosi
I salici nei fiumi
Neri come i tuoi capelli
Che le brezza fresche di mezzanotte
ondulano ritmici
nel cuore nero delle selve
fluiscono nei rivi calmi
sciolti accarezzati
dalla corrente lenta della vita
Guardi di sottecchi il mondo dall'alto
con i tuoi raggi d'argento
e i tuoi occhi di cristallo
Fresco marmo scivoli nel buio
illumini sorniona
il sogno
delle cupole del TajMahal
E nel vuoto della notte infinita
intimorita dalla mancanza del sole
piangi le tue lacrime
sul mondo
umida rugiada raccolgono
i contadini all'Alba
per abbeverare i neonati
culli le creature nel sonno
le cicale friniscono senza sapere
di essere ascoltate
ciascun suono si perde
nell'alto degli spazi esterni
ma non al tuo orecchio
Che sovrasta l'infinito,
i loro canti d'amore
ti diverti ad ascoltare
da migliaia di miglia di distanza
nessuno sa di essere scrutato
mentre dorme o folleggia nei suoi amori
nella  vasta notte nera,
ma tu tutto rimembri
E nel nero della notte
rifletti le nostre emozioni
trasformandole in cascata d'argento
con il quale rinfreschi il mondo
A noi stessi ignoto
tu del nostro passato
sei il trascorrente specchio della notte
della nostra vita
persino a noi nascosta,
la nostra anima si arrampichera
nel nostro ultimo respiro
ai capelli neri del vento della notte
salirà la Scala d'argento dei tuoi occhi
per portarti una rosa rossa senza spine
E baciarti prima che tu la possa stringerla
per un attimo i tuoi occhi attenti
silenziosa chiuderai



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