venerdì 28 ottobre 2016

Alcool

Distillato amaro
dello zucchero dolce di ogni cuore
marcito,
andato a male,
invecchiato.
Le speranze deluse
gli amori falliti
anneghi nel tuo oblio
come le nebbie vespertine
dai vigneti fra le colline
che in autunno sorgono
i contorni della realtà
si fanno più indistinti.
Fedele compagno
di ogni dolore
e casta povertà
nonchè di ogni ebbrezza
e lascivo piacere
eri nel calice amaro di vino
che l'Iddio supremo
porse irrevocabile a Cristo
rosso come il suo sangue,
eppure sei nella coppa
dei re
delle mille e una notte
mentre giacciono
con le mille odalische
fra i tendaggi del letto regale
si alza il tuo profumo.
Del dolore e del piacere
sei la serratura e la chiave
inebri le baccanti che danzano
muovono i loro piedi nudi
sollevano la polvere intorno al fuoco
al ritmo del cuore del mondo
ebbrezza che trasformi
i cuori più gelidi
in teneri e passionali amanti
anche se molti lo ignorano
Cristo e Dioniso
sono i due differenti aspetti
della stessa divinità
piacere e dolore
la testa e la coda
del grande uroboro
che è il nostro mondo
e tu vaporoso distillato
dal nome arabo
ne sei l'effimero sigillo.

2 commenti:

  1. Bellissima !
    mi sovviene il Re Lucertola..
    « Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente. »

    Jim Morrison

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