venerdì 23 settembre 2016

Michela

Filtrano i raggi dalle nuvole
come il suo sguardo dalle sue palpebre
si apre uno squarcio nel cielo
è il suo sorriso
il suo volto come il sole risplende
i suoi capelli biondi
ricadono morbidi sul suo corpo di velluto
come cavalli d'oro
corrono lungo la schiena
Femminile, ma energica
li frusta e loro corrono e ondeggiano
al vento
ma io lascio che scappino
dall'orizzonte del mio sguardo
sono rapito dai suoi occhi
un vortice iridescente
dal quale non riesco a distrarmi
i miei occhi
nei suoi
è come un'incantesimo di medusa
e di colpo divento pietra
anche ciò che è nascosto fra le mie gambe
del resto
eros non è un pingue putto pensoso
ma un dio greco risoluto nel marmo scolpito
alla cui forza le mie membra non possono sottrarsi.
Se potessi
mille volte
l'avrei fatto
ma cado senza fine
nello spazio profondo
nel nero della sua pupilla
lascio cadervi il mio cuore
e non sento un tonfo dal basso
è un pozzo senza fondo...
sempre la sua anima mi sfuggirà
è questa la radice del tormento
degli innamorati?

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