sabato 16 luglio 2016

AntiChrist il male è femmina?

Anche se a molti sarà sfuggito,la T di Antichrist,è anche il simbolo femminile,e io ,da bravo quemmista non potevo non notare questo ''segnale in codice,e così ho deciso che era ora di guardare il film



Lars Von Trier è regista danese, sicuramente,come tutti gli uomini del nord-europa è stato sottoposto,al violento lavaggio del cervello in cui gli uomini vengono schiacciati da enormi complessi di colpa.
Tuttavia egli,a differenza degli altri uomini nordici, eviscera il suo senso di colpa utilizzando come scanner l'occhio della cinepresa,e il risultato è quantomeno sorprendente:
non solo la colpa non giace da una sola parte,nel rapporto carnefice-vittima,uomo-donna,ma anzi essa è una sorta di medium, che esiste fra i 2,di humus,di carburante per la relazione,in una parola:ciò che li unisce.
Nella tradizione cabalistica,si dice che l'essere umano sia stato diviso in 2 maschio e femmina,in seguito al peccato originale,in virtù di quell'antica caduta,permane questo angoscioso senso di colpa,ma questo misterioso senso di colpa,che è intrinseca consapevolezza inconscia di quella ancestrale divisione,diventa dunque motivo di ricerca e unione...
nel film,il senso di colpa, appare infatti come l'unico vero movente nell'attrazione tra il protagonista e la protagonista,mentre l'amore,è in realtà una maschera dietro alla quale questo oscuro sentimento si nasconde.
Di questo richiamo ''cabalistico'',ne deve essere in qualche modo consapevole il regista se decide di chiamare il bosco,dove è ambientata la vicenda ''eden''.

EDEN 



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Nella trattazione storica,del fenomeno della caccia alle streghe,non viene mai sufficientemente messo in risalto,che è stato essenzialmente un fenomeno del nord Europa,(l'Europa del sud ne fu colpita in modo molto più marginale)Lars è danese,e dunque non può non sentire l'eco lontana di questo fenomeno.
Nel film,infatti,anche se in modo molto particolare,viene trattato,il cosiddetto ''femmnicidio'',soprattutto in relazione al fenomeno della caccia alle streghe.
La protagonista,in particolare,è una ricercatrice storica,che indaga le ragioni storiche della cosiddetta ''caccia alle streghe''...
Tutto il film ruota attorno a questa tematica ed essa si fonde alla tematica del lutto,giacchè come prologo la coppia in questione,perde il figlioletto.
Il protagonista maschile,è quello razionale,che cerca di guarire la sua compagna dalla depressione,per la perdita del loro figlio,egli la ama(o forse crede di amarla),e la giudica semplicemente una donna malata,bisognosa di cure amorevoli,e di un processo di autocoscienza che l'avrebbe portata a guarire.
Lei invece,è la parte irrazionale,essa dentro di sè,sente di non essere l'innocente vittima,di un destino crudele,ma di essere in qualche modo colpevole,del suo destino.
Essa poi estende questa consapevolezza,a tutte le donne vittime di violenza,comprendendo anche quelle vittime del ''femminicidio'',della caccia alle streghe.
Il suo compagno-terapeuta,respinge con fermezza questa conclusione,''non penserai mica che le donne che subiscono violenza,siano in qualche modo colpevoli''?
Ovviamente,l'uomo-razionalità,rigetta questa ''sensazione'' come la naturale conseguenza di un lutto,e fiducioso di ciò,ritiene che tramite un processo di autocoscienza,tutte queste sensazioni scompariranno e appariranno per quello che sono,ombre che scompariranno di fronte alla luce dell'autocoscienza razionale.
Come invece verrà illustrato nel film,l'autocoscienza,porterà la donna non a disperdere le proprie angoscie,ma a materializzale,o peggio ancora A INCARNARLE,manifestando tutta la loro realtà,la realtà del male femminile.
Nella fase finale del film,tuttavia,egli dovrà realizzare incredulo,la realtà di questo male:
la sua compagna,prima gli chiederà di picchiarlo,poi lo aggredirà varie volte,accoltellandolo,e attaccando i suoi genitali,fino a che essa realizzerà il suo intento,ovvero si farà uccidere,e come le altre sorelle sarà bruciata su un rogo,mentre,in una scena suggestivo-coreografica da sotto,la terra rilascierà i corpi delle sorelle giustiziate,unendosi a loro. 

Per fare chiarezza su questa assurda pulsione autodistruttiva,viene affrontato il tema della natura ''malvagia''...
Certamente Lars Von Trier non è il primo ad accorgersi della malvagità della natura,già Leopardi parlava di ''natura matrigna'',ma Trier va oltre e aggiunge alcuni tasselli.
LA NATURA E' LA CHIESA DI SATANA,è l'affermazione cloue del film...
E se la natura è la chiesa di Satana,chi è Satana?
Satana,ci fa intuire il regista,è colei,che vive con maggiore immediatezza,tramite il proprio corpo,le pulsioni della natura stessa.
La protagonista,incapace dunque di dare un nome alla propria paura,alla fine realizza che cos'è che la spaventa:
sè stessa,perchè grazie al suo processo di autocoscienza realizza di essere malvagia,e di conseguenza agirà come tale,agendo il male,ma sopratutto creando le condizioni perchè gli altri lo agiscano su di lei.

In una parola Lars a Don Corsi gli fa una pippa!

Ovviamente ci saranno anche altre tematiche e simbologie,nel film,ma io ho cercato di approfondire quelle più vicine alla sensibilità QM.
Che dire,buona visione
Link diretto streaming

http://www.filmsenzalimiti.it/film/antichrist-video_a64597f48.html

In secondo luogo,al di là dei significati,è un buon film dell'orrore,perchè presenta il meccanismo sottostante tutti i film dell'orrore ben fatti.
Nei film dell'orrore ben fatti,non c'è una battaglia fra il bene,e il male,tra l'umano,e il non umano,perchè tutto questo è ''rassicurante'',e in un certo senso,lo guardiamo volentieri proprio perchè ci fa vivere un brivido senza realmente spaventarci.
Il film dell'orrore ben fatto presenta un conflitto BEN DIVERSO:
QUELLO FRA LE NOSTRE PAURE,E LA RAZIONALITA' CHE CERCA DI SMONTARLE,(nei film dell'orrore le nostre paure vincono sulla nostra razionalità)
Nel film,accade proprio questo,la protagonista,ha delle paure irrazionali,ma il protagonista uomo,forte della sua razionalita' vuole dimostrarne l'infondatezza,il risultato,è che anche lui a un certo punto SOCCOMBE,E FA PROPRIA LA VISIONE IRRAZIONALE DELLA DONNA,LE PAURE SI RIVELANO PIU' REALI DELLA RAZIONALITA'.
Tutti i tentativi di razionalizzare diventano inutili,siamo di fronte al caos,(il caos regna proclama la volpe)e il caos NON PUO' ESSERE RAZIONALIZZATO,questo è ciò che fondamentalmente terrorizza.

Nel film accade ancora qualcosa di più importante:
QUANDO L'UOMO RIGETTA LA PROPRIA PRETESA RAZIONALIZZANTE,LA SUA VISIONE DELLA DONNA CAMBIA COMPLETAMENTE,DA VITTIMA ESSA DIVENTA CARNEFICE..

Questo fa il paio con qualcosa che io dico da parecchio tempo,ovvero che la concezione che la nostra civiltà ha della donna,cambierà solo e soltanto,quando questa rigetterà il suo razionalismo.
La cultura orientale,non è prigioniera del razionalismo,per cui,prende le misure alla femmina,in maniera completamente diversa.
Questa è probabilmente la ragione per cui lì il femminismo non attecchisce.

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