domenica 22 gennaio 2017

Il cimitero del tempo

Le montagne bianche
affilate come coltelli
tagliano l'azzurro tenue
che si apre immenso
dinanzi a loro
velate accarezzate da nubi
come guanti grigi
rilucono rosate
nella quiete del tramonto,
enormi ceppi funerari
giacciono immobili
sopra la pianura verde
dove giacciono sepolti gli eventi passati
è il cimitero del tempo

Scala inversa

Che cos'è la musica?
Percorrere a ritroso
i gradini del futuro
ogni nota
si accende una reminiscenza
consapevolezza di ciò
che è già accaduto
che accadrà
sali gradini
ti portano all'indietro
appena il tuo piede si posa
immediatamente l'evento riconosce
questo l'ho già vissuto
questa musica esisteva già
prima di essere composta
questa musica è sempre esistita
tu hai solo illuminato una scala
oscura
che porta nelle profondità
del fondo dell'oceano.


sabato 21 gennaio 2017

Torino post-industriale

Camminare per zone industriali
neve negli angoli più riposti
capannoni
i vetri rotti dei finestroni
un orizzonte rosso in lontananza
le montagne indossano un soprabito grigio di smog
il Monviso sovrasta tutto e buca la trama di lana grigia
tir polacchi si fermano
presso negre sedute di fronte a un fuoco
tutto sembra morto come l'erba gialla e i rovi
che presiedono sovrani
in una chernobyl
senza esplosioni nucleari.
Asfalto divelto, acqua nelle buche
dove neon si riflettono caleidoscopici,
a formare universi autonomi.
Industrie sedi del nulla
producono solo cascate di luce artificiale
e coltellate improvvise di antifurti
che ti tagliano lo stomaco
lasciandoti subito le orecchie e la testa vuota
mentre il loro suono si disperde nella città
e cani che abbaiano in lontananza.
Sopra di te
immensi cieli blu gelidi.
Senza nuvole a tenerti compagnia
mi sento ancora più triste,
come vorrei un temporale
mille fulmini e bagliori
come vorrei una giornata d'estate
sarebbe una maschera di carnevale
su questo manichino di ghiaccio
danzeremo insieme
un tango metropolitano
di finta passione
tra mille gocce
e i fulmini che le accendono in un bagliore
fingeremo di essere vivi in una città vera,
ma rigide come la morte
lampade a led
illuminanano
questa camera necroscopica a cielo aperto
le sue finestre
occhi di morto immobili
mi fissano
come cadaveri in un obitorio.

Occhio di Dio

Cadere nel vuoto
occhio di Dio
iride di asfalto
colorata da lampioni
sei in bilico su un ponte
di un cavalcavia di notte
il fiume nero sotto di te
è  pupilla dilatata
un battito di ciglia
tutta la vita scorre
in un attimo davanti a te
è l'occhio di Dio
che ti guarda dal basso
dirupi,massi scoscesi e fango
sono lì in fondo a scrutarti silenziosi
in attesa di un giudizio
in attesa di un alba che non verrà

venerdì 20 gennaio 2017

Arco persiano

Non puoi uccidere le nuvole
non puoi mostrare la forma
dell'Unico
puoi solo suonare
una sinfonia di stelle
sul pianoro del deserto
mostrare la coda del pavone
da dove Allah ha preso
la prima penna
di vanità
il primo calamaio
con inchiostro
di notte d'Arabia
ha disegnato sulla sabbia
il tuo nome
Arco Persiano
nera porta del vuoto
notte incornciata nel deserto
visione sublime
ti ergi sulle acque di Isfahan
mi conduci alla sera
mi conduci al riposo
mi conduci al paradiso.


venerdì 13 gennaio 2017

Cavalluccio a dondolo

Cavalluccio a dondolo
infanzie perdute...
dove sei?
continui a oscillare
al vento notturno d'inverno
cavalcato dal mio fantasma
della mia anima
che ho perso per sempre
Ti ho cercato nelle discariche
fra le nebbie
mentre lame di luce
fra i fari tra i tralicci
tagliavano la notte a fette
tu eri lì sotto
cavalluccio a dondolo
continuavi a oscillare inquietantemente
qualcosa ti muove
è davvero la brezza notturna d'inverno?
Che cosa ci fai lì da solo?
No non c'è nulla.
Solo illusioni.
Cavalluccio a dondolo
finalmente ti ho rivisto
ero lì con mamma e papà
quando ti hanno regalato
cavalluccio a dondolo
sei dentro una siringa
e ti ho iniettato nel mio sangue
ora finalmente volgo gli occhi al cielo notturno
e vedo una nuvola a forma di cavallo
corre incontro alla luna
e lei la soffia via:
ora sono sicuro ora so
qual è lo scrigno eterno dei ricordi dimenticati.

Dov'è il il riscaldamento globale?

Era tutto cominciato con quelle curiose nevicate nel Sahara in Algeria,o tra il confine di Iraq e Arabia Saudita,e tutti quanti abbiamo riso e detto ''ah i cambiamenti climatici... nevica dappertutto tranne che qui''.
A quel punto ti è partita una nevicata in Puglia  da paura che è strana sì,ma ha un suo perchè,dato che sta a ridosso dei balcani,a quel punto quelli che devono a tutti i costi vedere stranezze nel tempo,hanno urlato:''ma nevica al sud e non al nord!'' tempo 2 secondi e la fottuta neve è arrivata a rompere i coglioni anche qui in Piemonte.
Adesso pare che arrivi un ciclone dalla Groenlandia e nevicherà nelle regioni centro-settentrionali della Sardegna.
Insomma,nevica dappertutto,fa freddo,fino alle 11 la temperatura non sale sopra lo zero,e io odio il freddo.
Ma questo è un dettaglio.
Certo una rondine non fa primavera,e nemmeno un singolo inverno nevoso fa raffreddamento globale,però la forte impressione è che ci troviamo di fronte a semplicemente cicli di funzionamento del sole che ha fasi di maggiore e minore intensità di potenza,che si riverberano al suolo in temperature più o meno alte e che l'attività antropica centri ben poco.
E ora basta romperci i coglioni col riscaldamento globale,MAGARI CI FOSSE!