mercoledì 23 agosto 2017

Teoria della guerra dentro i sessi

La mia teoria è questa:
l'uomo non si divide non in 2 posizioni alfa e beta,ma in 4
gli alfa,i beta,gli alfa degli alfa,i gamma.
Allora sugli alfa e i beta sappiamo già tutto.
Gli alfa sono quelli mediamente più ricchi,il capoufficio,il primario,il farmacista ecc...
i beta semplicemente sono gli uomini NORMALI.
Lo sanno anche le pietre che le donne vanno con i primi e rifiutano i secondi.
Però mancano 2 categorie:
1)gli alfa degli alfa,l'elites,caratteristiche:
sono asessuali e disinteressati alle donne,il più delle volte pedofili,sono l'elites NON PUOI ENTRARE IN QUESTA ELITES SE TI INTERESSANO LE DONNE,PERCHE' CHIUNQUE SI INTERESSA ALLE DONNE E' RICATTABILE.
A LORO IL FEMMINISMO VA BENISSIMO PERCHE'
1)INDEBOLISCE E RICATTA GLI ALFA NORMALI SCHIAVIZZA I BETA.
DAL MOMENTO CHE LE RIBELLIONI SORGONO DAGLI ALFA CHE A LORO VOLTA USANO I BETA COME BRACCIO ARMATO IL FEMMINISMO E' UNO STRUMENTO DI REPRESSIONE
I gamma,i gamma sono i rifiuti umani.Questi rifiuti sono tali
1)dal punto di vista fisico
2)dal punto di vista intellettivo
3)dal punto di vista morale

I gamma sono  consciamente o inconsciamente consapevoli della loro condizione e vogliono che le donne acquistino più potere per ferire e distruggere gli alfa.
C'è un'alleanza fra i gamma e gli alfa degli alfa.
I beta e gli alfa sono penalizzati entrambi.
TUTTE LE TEORIE FEMMINISTE SONO STATE CREATE DA UOMINI per gli scopi suddetti.
LA DONNA E' INCAPACE DI PENSARE E DI RIBELLARSI
E' CAPACISSIMA PERO' A SFRUTTARE TUTTO QUELLO CHE C'E' A SUO VANTAGGIO.
Non esiste nessuna guerra tra i sessi,esiste una guerra dentro i sessi.

Anche il fronte femminile è diviso riflettete su una cosa:
la donna oggetto
le femministe hanno lottato per abolire miss Italia
in questo modo con la retorica di difendere la donna oggetto HANNO TOLTO UN'OPPORTUNITA' ALLE DONNE FIGHE.
Se tanto mi dà tanto c'è una lotta di potere interna alle femmine stesse,TANTO CHE MOLTE DONNE HANNO PRESO LE DISTANZE DAL FEMMINISMO,HANNO CREATO WOMEN AGAINST FEMINISM,E UNA DELLE COSE CHE HO NOTATO DI QUESTE DONNE CHE PRENDEVANO LE DISTANZE DAL FEMMINISMO ERA CHE ERANO MEDIAMENTE QUASI TUTTE PIU' CARINE DELLA MEDIA.

Ora,questa non è una legge matematica,esistono tutte le eccezioni del caso,ma le forze in campo sono queste.

domenica 20 agosto 2017

USA: LA NUOVA PESTE STERMINA L’UOMO BIANCO. ORMAI SUPERFLUO.



http://www.maurizioblondet.it/usa-la-nuova-peste-stermina-luomo-bianco-ormai-superfluo/

USA: LA NUOVA PESTE STERMINA L’UOMO BIANCO. ORMAI SUPERFLUO.

Maurizio Blondet 16 agosto 2017

E’ ormai la prima causa di morte   per gli americani sotto i 50 anni, quindi in età produttiva.  91 americani  muoiono  ogni giorno per overdose da fentanyl, un oppioide sintetico, antidolorifico,   che crea forte dipendenza.  La  chiamano “opioid epidemic”:  52 mila morti nel 2015, 59 mila nel 2016 (più 19%),  già oltre 60 mila ad agosto 2017, saranno almeno 65 mila a  fine anno. Aumenti spaventosi.

Gli Stati Uniti sono il paese con più morti per overdose del mondo per milione di abitante e lo sono per un differenziale enorme. 245.8 morti ogni milione all’anno contro i 26.4 per milione in Europa, dati del 2015, quindi 10 volte di più.
“Il 70 per cento dei corpi in questo obitorio dell’Ohio sono per overdose da oppioidi”

A morire per overdose non sono tanto i neri o gli ispanici, sono soprattutto i bianchi, e soprattutto i maschi bianchi

Un coroner di Pennsylvania occidentale lamenta: ogni notte mi arrivano  anche 13 corpi, non so più dove metterli; è  come una peste.  In vari stati i poliziotti sono stati forniti di naloxone, un farmaco  d’emergenza:   se trovano un morente per overdose,  l’iniezione  può salvarlo,  ma ovviamente non fa nulla per ridurre il tasso di dipendenza.
Li prescrive il dottore.

Lo Stato dell’Ohio ha querelato cinque farmaceutiche   che fabbricano e producono il fentanyl, per “favoreggiamento dell’epidemia”  (E’ il libero mercato, ragazzi).  Incredibilmente, il fentanyl viene prescritto dai medici, appunto come antidolorifico – almeno all’inizio.  Poi i pazienti cominciano a comprarlo illegalmente. Ci sarebbe anzitutto da chiedere: per quali mai dolori gli americani si rivolgono al medico, se il medico trova normale prescrivere un “antidolorifico” oppioide  sintetico “che è  50 volte più forte dell’eroina e 100 volte più potente della morfina”. Quali dolori – se non quelli  incoercibili  del cancro terminale  –   richiedono un tale palliativo?  [/b]Oppure si tratta della necessità di “funzionare”  sul lavoro anche  se si soffre  per un qualunque dolore perché non  ci si può assentare?   E poi: sono dolori fisici quelli che gli americani maschi bianchi vogliono soffocare  con la prescrizione, o dolori spirituali a cui non sanno dare un nome?
Anche il male sociale è stato privatizzato. [/b] Te lo curi da te.

Il sito “Governing.com”,  notiziario di tutti gli enti locali, osa un’altra diagnosi: “Non è come le passate crisi per droga,  come quelle del crack o delle meta-anfetamine, non è  la comparsa di una nuova classe di droghe che creano  dipendenza a far morire ogni giorno 91 americani.  Questa crisi degli oppiacei è una crisi del lavoro; è una crisi di affitti accessibili per le case.  Le stesse forze che hanno rimodellato l’economia nel decennio scorso, hanno lasciato il vuoto riempito, in certe zone, dagli oppioidi”. 

Ed aggiunge:

“Uno studio dell’Università di Pennsylvania dopo le elezioni presidenziali dello scorso novembre  ha scoperto che il presidente Trump ha preso  enormemente più voti del previsto  in quelle province (contee) che registrano il più alto tasso di “morti da disperazione”,  ossia suicidi, overdosi di droga  o da alcolismo.  Ciò mostra che molti americani si sentono lasciati indietro dall’economia che cambia,  e non credono più  che  il quadro politico attuale li  sta aiutando”. 

Dunque sono i bianchi maschi, in età da lavoro, che devono “funzionare” anche se malati per non essere licenziati, gente che votava democratico, spesso, che invece hanno votato l’uomo nuovo che  ha promesso, o anche solo dato l’impressione, di avere a cuore la loro tragedia? Forse i dolori che accusano questi bianchi non vengono dal corpo, né propriamente dallo spirito – ma vengono da una malattia  sociale  cui non sono più abituati a dare il senso giusto: ossia politico e  collettivo, e che reinterpretano come un  dolore privato, da  “superare”  e da “ingoiare”? 

Ho già accennato – troppo in breve – a un altro studio di due università, la Boston University – Department of Political Science, e la University of Minnesota Law School, sul rovesciamento del voto in  circoscrizioni tradizionalmente democratiche, che hanno rifiutato Hillary Clinton e votato invece per Trump: sono quelle dove  un numero maggiore di soldati,  giovani che avevano “servito la patria” nei 15 anni di  guerre  americane, sono tornati nelle bare, o vivi e mutilati, o invalidi psichici.  Per lo studio, tre stati chiave  per l vittoria di Donald, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, avrebbero dato la vittoria a Hillary se i vicini non avessero visto tante famiglie in lutto o con un invalido di guerra  in casa. “Trump ha parlato a questa parte dimenticata dell’America”. L’America dimenticata che sta elevando una silenziosa protesta per il costo umano che sta subendo  per sostenere i 15 anni di  guerre insensate  non solo politicamente, ma eticamente.

Il tasso immane di suicidi  fra i soldati americani, da otto anni in crescita, è leggibile come l’estrema protesta silenziosa e  impotente di un popolo per quello che lo costringono a fare?

Nella fanteria, la più colpita,   si toccano il 29,9 suicidi per 100 mila persone, oltre il doppio della popolazione generale (12,6 per 100  mila). Punte di un suicidio ogni 2,2 giorni.  Si  uccidono molto gli appena arruolati, anche prima di essere  dispiegati in territorio nemico; ma moltissimo i congedati: “Venti reduci ogni giorno muoiono per suicidio”, dice un rapporto ufficiale della Veteran Authority del 2016.

https://www.va.gov/opa/publications/factsheets/Suicide_Prevention_FactSheet_New_VA_Stats_070616_1400.pdf
“I soldati si uccidono  per la  guerra perpetua”.

Sulle cause, silenzio. Jason Roncoroni, un tenente colonnello che ha fondato una associazione di prevenzione del suicidio, tocca  l’argomento  tabù: “attribuisce il tasso fra i militari  al sentimento, fra  loro,  che  le guerre americane non finiranno  mai, e l’aspettazione di missioni future senza fine. Abbiamo sfumato la linea tra il tempo di guerra e il tempo di pace…”.

Già: il tasso di suicidi s’è alzato dai primi anni 2000, inizio delle guerre “al terrorismo”  (11 Settembre 2001),  e non è mai calato.  Anche, qui, sono i maschi bianchi a suicidarsi di più:  i bianchi compongono poco più della metà dei soldati in servizio,  ma i suicidi fra loro sono 7 su 10.  Si piega sotto il fardello dell’uomo bianco, l’americano  qualunque;  l’uomo bianco che deve “funzionare”, e proprio per questo l’hanno caricato con un fardello che ormai lo schiaccia. E lui, sotto, incapace di sollevarlo, ci si uccide. 

Aggiungiamoci i 500 omicidi l’anno nella sola città di Chicago, in cui sono coinvolti soprattutto negri, quasi due al giorno, e in continuo aumento.   Nell’insieme  è l’immagine di una popolazione che si  autodistrugge, che si devasta. O che viene devastata dalla “economia che cambia”  e “li lascia indietro”, con paghe sempre minori ed affitti da pagare,  e la coscienza della propria inutilità.

E’ il capitalismo terminale,  quello che fa profitti non più producendo merci ma producendo bolle finanziarie, che nella sua perfezione ideologica applicata persegue la  massima efficienza come  la intende:  pagare il meno possibile il lavoro, precarizzarlo,  sostituirlo con robot a tappe forzate,  per retribuire al massimo il capitale finanziario.

Tale “efficienza” porta l’effetto paradossale ed opposto, che le imprese industriali rimaste in Usa fanno fatica a trovare lavoratori qualificati che non siano resi inservibili dall’oppioide.  L’allarme è stato lanciato non da organizzazioni sociali, ma dalla stessa Federal Reserve. 
Le Fed di St Louis ha denunciato l’introvabilità di lavoratori non drogati, e quindi improduttivi, in un “Libro Beige”  diffuso il 12 luglio.

La stessa  Janet Yellen, la governatrice della Federal Reserve, ha spiegato in  un’audizione al Senato che “gli oppioidi erano una delle cause del crollo della forza-lavoro”, insieme beninteso ai robot e alle delocalizzazioni.

Un crollo inaudito dalla ”partecipazione  alla forza lavoro”, ossia delle persone che si  offrono di lavorare. “Oggi, il 15%  degli uomini fra i 25 e i 54 sono inspiegabilmente spariti dalla forza-lavoro – ossia uno ogni sette –  nonostante il tasso di disoccupazione sia calato”. Sono drogati che non riescono più a funzionare…

(Vedi qui: “La Fed crede che la ragione per cui gli uomini non lavorano sono gli  oppioidi”  http://www.zerohedge.com/news/2017-07-20/fed-says-opioid-crisis-reason-why-men-arent-working).

La Yellen ha aggiunto di non capire e non sapere se “un così  diffuso abuso di oppiacei sia la causa, o invece il sintomo di “malattie di lunga durata” che  questi lavoratori” . Ecco, appunto: malattie non curate, perché mica ci si può assentare dal lavoro, e mica si può pagare l’assicurazione sanitaria  e represse con il farmaco da prescrizione. L’efficienza capitalista  terminale  ha costituito una società anti-umana, dove i deboli e i poveri sono spregiati e trattati da bocche inutili, abbandonati.

L’abolizione di ogni protezione sociale (un costo), di ogni educazione superiore per chi non se la può permettere – e quella superiore che produce snowflakes   senza spina dorsale, incapaci  di sopportare la minima frustrazione esistenziale, legati al potere  dal politicamente corretto, inutili per una rivoluzione  – , l’ideologia permissiva e trasgressiva funzionale ai consumi superflui, si rivelano un regno sotto cui gli uomini si devastano e  si danno la morte.  Una specie di estrema,  inconscia e impotente protesta contro un sistema radicalmente inumano  e nichilista, non riconosciuto per tale dalle stesse vittime, che le spinge ad eliminarsi. A tal  punto l’uomo è un animale “politico”.

Ovviamente  il Sistema  impone le sue cure  in più alte dosi: ancora più robot  per sostituire  i salariati inefficienti, ancora più licenziamenti nei  servizi,   meno commesse e commessi negli shopping centers – che del resto chiudono l’uno dopo l’altro, perché si compra su Amazon e si risparmia.

La finanza speculativa persegue la perfezione della sua utopia disumana: non lasciare  niente  alle masse, per prendersi tutto, letteralmente tutto per sé. 
(l’1 per mille al vertice s’è preso tutto, agli altri non ha lasciato niente. E’ la massima efficienza nell’allocazione del capitale.  Poi l’uomo muore).  

Uno degli effetti viene descritto così:  “L’industria Usa della ristorazione è bloccata nel suo peggiore collasso dal 2009”. Sempre meno clienti.  Si deve sapere che quando si parla di “industria  della ristorazione” (ma non era un servizio?)  non si intendono i ristoranti di lusso,  ma i McDonalds e simili in cui mangia in fretta con 5 dollari  un hamburger l’uomo comune. Quello che adesso è senza salario e si spende il poco che ha in oppioidi. Chi ci devono andare da McDonalds, secondo il capitalismo terminale? I robot con cui ha sostituito le persone?

E in questa  spaventosa crisi e collasso di un intero popolo, cosa  fanno le sinistre (alla Soros?) incitano   i neri   alla distruzione dei monumenti confederati; un’operazione sistematica  cui  si prestano i  negri e gli snowflakes, e a cui i “suprematisti bianchi”  di Charlottesville hanno reagito come sappiamo. Un modo molto astuto di deviare la rabbia popolare perché non si rivolga contro i loro veri oppressori. 

Non si creda  che queste cose in Europa non succederanno. Già  stanno succedendo.

Chissà chi sono quegli italiani che spendono 14,5 miliardi l’anno in stupefacenti, la metà in cocaina.

“Il mercato del lavoro non  si rivolge più a chiunque, ma cerca solo i più qualificati  in alto e i non-qualificati affatto, in basso. Via la classe media! Le classi popolari non fanno  più parte del progetto  economico delle classi dirigenti, e non interessano il mondo intellettuale”: così il sociologo Christophe Guilluy  in “La France Périphérique – Comment on a sacrifié les classes populaire”: dove    dimostra come  i veri poveri non stano nelle banlieues multirazziali  tanto osservate dai media,  che invece raccolgono almeno le briciole della nuova economia ultra—metropolitana, essendo vicine a  Parigi  (dove  gli operai sono calati dal 25% all’8%, mentre i dirigenti sono  passati dal 15 al 42%). No, i veri poveri sono i dimenticati del Nord ex  industriale,dimenticati da tutti,che votano  FN e  affondano nell’alcolismo – vecchio segnale francese di disperazione. Ma per questo occorrerà un altro articolo.

venerdì 18 agosto 2017

Essere torinese capitolo 3

Essere torinese significa:
1)Comprarsi la Panda
2)Fare il putangiru con la Panda e fare sesso su di essa con improbabili peripezie acrobatiche degne di Yuri Chechi
3)nell'era della globalizzazione essere torinesi significa soprattutto esportare il culto del Dio fa,o detto alla meridionale DIOFFà

Mi è stato narrato che:
1)un'ingegnere torinese nella sede americana della Fiat-Chrisler nel Michigan all'ennesima sparata di Marchionne sia sbottato in un ''Dio fa'',da allora pare essere divenuto comune intercalare nel Midwest
2)un'ingegnere torinese più illuminato spinto dagli ormoni a varcare l'habitat ligure sia andato a Phuket in Thailandia dove dopo aver ingaggiato una prostituta locale si è accorto del banano fra le gambe e abbia pronunciato ''Dio fa'',da allora la frase pronunciata con un strano accento e simbolizzata in due ideogrammi quello del Dio e quello del Fa è entrata nel parlato comune della Thailandia e si sta infiltrando in Laos
3)un ingegnere torinese 50eenne a Dusseldorf mentre usciva con una minorenne del luogo si è visto negato l'ingresso dal buttafuori che ha contestato la minore età della ragazza al che ha esclamato Diofà,e da allora nelle periferie di Dusseldorf pare essersi diffusa l'espressione specie fra i gruppi elettronici berlinesi ebm e Agrotech Agrobrutal.
 to be continued...

Essere torinese,capitolo 2

Lanciamo un sondaggio
Cosa significa essere torinese?
Chiedetelo a me
Chiedetelo a Lapo ambasciatore della torinesità nel mondo

Essere torinese significa...
andare a New York e inscenare un finto rapimento per andare con una trans?
Certo.
Ma diciamo che questo è il desiderio segreto e incoffessabile di ogni torinese,ma che non tutti i torinesi possono permettersi.
Vediamo cosa vuol dire essere torinesi comuni:
Bene vediamo le caratteristiche più precipue della torinesità,a cui voi dieci lettori se siete anche torinesi potete contribuire.
Dipingiamo un ritratto del torinese,non del torinese medio,perchè come avrete capito non esiste il torinese medio,come il milanese medio,o il napoletano medio,esiste il torinese e basta.
E' un archetipo junghiano,esisteva già dai tempi degli egizi,e dei romani e continuerà ad esistere dopo che la città sarà completamente invasa dai cinesi e marrocchini.
Dipingiamolo con scientifico rigore classificativo,come un naturalista di fine settecento che sta descrivendo la fauna del Borneo.
Qui non centrano più le classi sociali.
Se sei torinese ti dividi in tre categorie:
1)Se hai più di 60 anni sei pensionato e hai lavorato alla fiat
2)se hai tra i 30 be i 60 anni sei sfigato,disoccupato o cassaintegrato e sei stato licenziato dalla fiat
3)se hai meno di 30 anni sei negro.Punto.

Il torinese come tutti gli animali ha una precisa nicchia ecologica al di fuori della quale si sente fuori posto,per questo se sei torinese il tuo habitat ha dei confini ben delimitati
se sei torinese:
1)vai in vacanza rigorosamente in Liguria (perchè è ''comoda'') nella riviera di ponente,possibilmente il più vicino allo sbocco della tortuosa ''autostrada'' dei fiori,che ha più curve di Le Mans e farebbe venire il mal di stomaco anche un marinaio abituato alle onde di capo Horn
2)risparmi i centesimi al supermecato INs e compri la verdura al mercato alle 2 del pomeriggio perchè sai che i commercianti devono disfarsi dell'invenduto e quindi tagliano i prezzi del 30%,alcuni pensionati si spingono a raccogliere la verdura caduta per terra,ma non fatevi commuovere,con la reversibilità del coniuge (operaio-impiegato fiat morto per consunzione da eccesso di lavoro) arrivano anche a 2000 euro di reddito,E' MERA SACRA E SANTA TIRCHIERIA PIEMONTESE,sancita dal proverbio che nasconde la tirchieria dietro la faccia rispettabile della sobrietà: CHI A MOSTRA I SOLD A' MOSTRA EL CUL.
Persino l'avvocato andava in giro senza portafoglio,ma non per vezzo borghese,come è stato male interpretato ma per pura tirchieria.
Tutto questo è finalizzato all'aspirazione ultima del torinese:spendere 300000 euro per comprarsi un locale caldaia a Borghetto Santo Spirito e soggiornarci durante le vacanze e spenderci altre 100000 euro per pagare l'avvocato ligure per ottenere l'usufrutto della stessa caldaia,negato dal ligure malvagio, per farsi almeno un bagno con l'acqua calda ma più che altro per questioni di principio,dal momento che il torinese sopporta condizioni termiche estreme,come descriverò in seguito.
Il torinese tipo infatti quando va in vacanza in Liguria si sveglia alle 5:00 del mattino,per avere il primato dell'HOMO TAURINENSIS:ESSERE IL PRIMO ESSERE UMANO IN SPIAGGIA AL MATTINO PER POTER RIPRENDERE POSSESSO DELLE OPERE FARAONICHE CON CUI TENTA DI DIFENDERE IL PROPRIO OMBRELLONE DAI MAROSI DEL MAR LIGURE(inutilmente).
Una sorta di Amundsen in versione gianduia,SI GLORIA di piantare il suo ombrellone nonostante i 90 nodi del vento che sferzano la spiaggia come Amundsen e Scott piantarono la bandierina nel polo sud.
Nietzsche che conosceva bene Torino (e infatti è impazzito) direbbe che è una manifestazione della volontà di potenza del pensionato torinese,sopita dopo decenni di angherie sul posto di lavoro
I marosi diventano molesti e insidiosi dal 16 agosto in poi.
La Liguria ha fama presso i piemontesi di essere luogo dal clima mite,ma fa strani scherzi,alle 6 del mattino del 17 agosto può anche andare sotto lo zero termico,fa un freddo da mare di Ohotosk nella penisola della Kamcatcka,ma il torinese mentre entra nelle gelide acque del mar ligure pronuncia il suo verso fatidico:A'je bella cauda nè.
Io mentre batto le brocche mi attacco a una boa che poi si rivela essere una signora sulla sessantina con una curiosa cuffietta arancione.
Chiedo scusa,ma lei anzichè protestare attacca bottone e vedo dai suoi modi che è interessata a me,tento di fuggire ma lei mi insegue con insospettabile forza agonistica fino a che sono costretto ad allontanarla fingendomi un meridionale,e ostentando un accento siculo incerto,la cosa funziona perchè i torinesi sono ancora adesso diffidenti dei meridionali.
Ma torniamo all'homo taurinensis.
Alle 6 del mattino chiede all'edicolante la stampa,l'edicolante ligure che a quell'ora non ha ancora ricevuto le copie nuove,gli dà quella del giorno prima.
Il torinese fa finta di niente e accetta stoico il sotterfugio pur di non comprare il Corriere della Sera dell'odiata Milano.
SI APPOSTA NELLA ''SPIAGGIA LIBERA'' DI FINTA SABBIA,OVVERO TERRA RIPORTATA DALLE CAMPAGNE CIRCOSTANTE IN CUI SE SCAVI BENE TROVI UN CETRIOLO E DELLE CAROTE INCOLTE,NONCHE' L'IMMANCABILE NIDO DI API PRONTE A PUNGERTI.
API LIGURI,INSIDIOSE E MALVAGIE CHE PUNGONO ESCLUSIVAMENTE I TURISTI TORINESI E RISPARMIANO OLTRECHE' I LIGURI STESSI,FRATELLI DI VELENO,ANCHE GLI INCAUTI TEDESCHI O GLI STRAMBI MILANESI CHE ANZICHE' ANDARE A PORTO CERVO SCELGONO LA VIA CRUCIS LIGURE,ANCHE SE A LORO E' RISERVATO UN TRATTAMENTO MIGLIORE.
2)Il torinese medio è portato a pensare che il suo nemico mortale sia il milanese,questo oltre che per un campanilismo insensato,per una malcelata e malriposta invidia dal momento che il milanese nonostante sia mediamente più ricco vive una vita orrenda e persino peggiore del torinese,oltre il fatto che il reddito maggiore viene compensato dal costo della vita esorbitante di Milano.
Il milanese infatti,se assecondato nei suoi istinti bauscia come complimentarsi per il suo SUV e improbabili esperienze sessuali diventa gentile e cordiale e spesso di una generosità inusitata.
Vi racconto un aneddoto una volta stavo correndo per strada quando distrattamente e meccanicamente,più per superstizione che per devozione vedendo un santino ed essendo stordito dalle mie endorfine faccio un accenno di segno della croce.
Vengo immediatamente fermato da un tizio che quasi con le lacrime agli occhi mi ferma,mentre io stordito dalle endorfine di 70 km di corsa tento di mettere a fuoco il personaggio.
Sorrido e aggrotto la fronte,penso ''che cazzo vuole questo da me''?
Lui mi dice di essere milanese e di aver edificato il santino dedicato al santo protettore di Milano,mi chiede se so chi è?
Io dopo aver sbollito un pò di endorfina rispondo con fare odiosamente enciclopedico:Sant'Ambrogio nato nel...
Lui mi blocca,e mi fa la domanda fatidica,di dove sei?
Io sono un bastardo,in tutti i sensi,anche nel fatto che sono uno strano miscuglio fra razze quindi qualche parente lombardo sul lago di Garda ce l'ho.
Glielo dico e lui vuole invitarmi a casa sua,ma io devo finire la corsa che ho cominciato e diniego.
Cari fratelli torinesi,il nemico mortale del torinese è il ligure che è nato per aspirargli ogni singolo centesimo faticosamente risparmiato in decenni mentre si reca sulla fatidica riviera dei fiori.
Lasciate perdere Milano e i bauscia e smettetela di vedere in Milano ogni male del mondo.
Quella è Firenze sede dei pidioti massoni,che nonostante le sue bellezze architettoniche andrebbe bombardata senza pietà come Dresda.
Una foto a caso del male assoluto che attanaglia l'Italia:

Risultati immagini per matteo renzi


To be continued...

Gran Torino

Torino,la citta' dove abito,non la mia citta'.
Comincio l'opera inutile di descriverla.
La leggeranno sì e no una decina di persone e fra quelle poche che sono torinesi batteranno i pugni nel ferreo campanilismo e urleranno:non è così.
Torino dal punto di vista strettamente fisico,è una città ben fatta.
Rigida,quadrata,ordinata,con ampi porticati e ampi viali,dà molto spazio al verde.
Intendiamoci,togliamoci strani sogni,Torino non è,e non sarà mai una città turistica,perchè non ha nulla di caratteristico,nulla di pittoresco e sbiadisce di fronte alla bellezza anche solo di comuni microscopici italiani.
E' una città costruita in modo razionale,tutto qui.
Detto questo il suo handicap è il tessuto sociale di questa città.
Faccio degli esempi:l'altro giorno mi sono soffermato a guardare le zanzare che brulicavano dietro il vetro  della mia finestra sbattendoci contro,nello spasimo di succhiare un pò del mio sangue,della mia vita,senza rendersi conto che pur essendo a un metro da me c'era un muro invisibile che gli precludeva ogni accesso.
Questa è Torino,questa è la ''movida'' di Torino,di cui hanno parlato i giornali:
uno stuolo di insetti,venuti dalle paludi e dagli acquitrini della periferia per cercare di entrare in una casa piena di vetrate,ai loro occhi di insetto perfettamente aperta e comunicante con l'esterno,nella realtà chiusa a ogni elemento estraneo.
Torino è così,ci sono vetrine meravigliose piene di ogni ben di Dio,e ragazze con l'immancabile borsetta firmata,ma tutti guardano e nessuno entra nei negozi.
Tutti si riversano nel centro il sabato sera,per dimostrare di appartenere a questa città,e il risultato è che la città vera,reale,quella che conta,che esiste,si dà al coprifuoco e si ritira nei lussuosi palazzi.
Non vanno in cerca di locali,ancorchè chic,al massimo il giapponese,si ritirano proprio in feste private che si svolgono a tre metri sopra da quell'altra umanità che brulica, che ciondola ubriaca e semisvenuta credendo,che essendo nel centro di essere protagonisti.
Il risultato sono rarissime scopate in cessi lubrici che potrebbero benissimo essere sostituite dal comodo e molto meno faticoso e costoso sesso a pagamento sotto casa.
Di solito tra i trenta e i quarant'anni si sfiancano e optano per il meretricio sotto casa.
Una città si disfa anche così.
Ci sarebbe tutto un mondo da descrivere :quello delle prostitute,ma non mi perdo nelle stupide pruriginose voglie di conoscerlo di chi legge.
Dirò solo una cosa,il mondo della prostituzione è gestito come quello degli impiegati bancari e le prostitute per profilo caratteriale e professionale sono del tutto assimilabili a questi ultimi.
Le prostitute vengono fatte girare,di modo che sotto casa ne trovi sempre una diversa,questo perchè i clienti non si affezionino troppo e se le portino via.
Il bisogno affettivo maschile infatti è enorme,,e tutte quelle cose che avete sentito dire sulla donna oggetto,sulle prostitute vittime di clienti ricchi e bramosi di sottometterle col denaro sono fumo gettato negli occhi.
Ma torniamo alla movida,perchè è su questo termine che mi voglio soffermare.
Movida è un termine straniero e come tutti i termini stranieri,viene importato per mettere sotto banco i termini del lessico italiano che sono ''scabrosi'' e descrivono una realtà non propriamente luccicante.
Per esempio ''single'', viene utilizzato per nascondere i termini ''scapolo'' e il più indecoroso ''zitella'',o il più lancinante di tutti:SOLO.
Al posto di cicciona o obesa viene importato il termine ''curvy''.
Ecco movida è il drappo dietro cui si nasconde un'altra parola:degrado.
Noi a dire il vero l'abbiamo sempre chiamato così,''andiamo a degradare''.
La movida consiste nel ciondolare inebetiti alle due di notte con una bottiglia di birra o di tavernello,portato da casa,o in uno slancio di misticismo alcolico comprato a caro prezzo in un ''locale'',ovvero uno spacciatore di alcool ''trendy'' e niente più.
Perchè in effetti portarselo da casa fa povero e brutto ma è più realistico e concreto dal momento che lo spazio nel locale è minimo ed è sempre sovraffollato quindi anche con -3 gradi sotto lo zero ti ritrovi invariabilmente a bere fuori.
Lo scopo del locale è aggregare persone che non si conoscono,non ho mai visto succedere questo,tutti i gruppetti stanno rigidi e chiusi,spesso addirittura le ragazze con le ragazze,i ragazzi con i ragazzi.
Certo per fortuna non mancano le coppie,ma non c'è interazione fra sconosciuti.
Dunque questi non sono locali,ripeto sono semplici spacciatori d'alcool trendy.
E non potrebbe essere diversamente manca lo spazio fisico per girarsi.
La movida è degrado,gente che piscia ubriaca sui monumenti,bottiglie rotte,e dopo una certa ora scatta oltre al coprifuoco della gente che esiste,(noi anche se abbiamo un codice fiscale non esistiamo,siamo i fantasmi che popolano questa notte inondata di luce malsana) anche il coprifuoco della figa,rimangono solo più i cessi e gruppi di maschi che ti chiedono spasmodicamente ''hai da accendere'' ma solo se vedono che il gruppo gira una canna per scroccargliela.
Se vogliamo un'immagine meno cupa,la movida sono quelle zanzare che continuano ad affollarsi dietro al vetro,incuranti del muro invisibile che le separa dal sangue vitale di cui avrebbero bisogno.
Se dovessi fare un altro esempio immaginate la città come una rete,bene,tutte le città che funzionano hanno dei collegamenti tra centro e periferia o una zona intermedia,dove c'è una classe media che fa da filtro ma al tempo stesso da passaggio tra il centro e la periferia,Torino no.
I collegamenti sono centro-crocetta, centro-collina,crocetta-collina e al massimo centro-Moncalieri Amen.
Anzi a essere precisi dal centro partono collegamenti un pò in tutta Italia e in tutto il mondo,non sono infrequenti le linee centro-Milano,centro-Firenze o addirittura centro-Montecarlo.
Ma manca una linea che colleghi il centro con anche solo Lucento, Vanchiglia o barriera di Milano,figurarsi Falchera o Vallette.
E' una città che espelle e non integra,fatta a caste.
Data la sua natura, è normale che sia sempre stata una città di sinistra,i miei genitori mi raccontano di una città diversa,dove la gente anche quella normale abitava in centro,e entrava nei negozi del centro di un tessuto sociale più uniforme.
Non so se credergli,i vecchi invecchiando confondono la loro giovinezza con la realtà,ma è come se mi parlassero della glaciazione quando al posto dei pini mediterranei c'erano la tundra e i mammuth.
Temo che in questa città l'unico punto di contatto tra il centro e la periferia,l'ultima classe media rimasta,ancorchè ne sia estita una siano le prostitute e gli spacciatori.
Ma devo ricredermi anche fra gli spacciatori c'è un ordine gerarchico,spacciatori del centro e della crocetta e spacciatori della periferia.
Rimangono solo le prostitute,o forse neanche quelle.
A Torino anche le meretrici vengono scelte in base al censo.
Non so come sia altrove,ma qui è così.
Aspetto,i soliti commenti:non è così,io ho amici di qua,di là...
Che vi devo dire ogni fotografia parte da un punto di vista da una prospettiva,ciònondimeno è una fotografia,un'incisione su pellicola della realtà.
Questo io ho visto,questa è la mia fotografia e con buona probabilità QUESTA E' TORINO.GRAN TORINO.

giovedì 17 agosto 2017

Giorno d'estate

Giorno d'estate
vana gloria dorata
mentre l'istante
stilla lento
come goccia
essenza distillata
di profumo di fiori
sui ruscelli fra i prati,
sulle le montagne
gli dei ridono e sonnecchiano
sbuffano nuvole
da un narghilè scaldato
dal fuoco del sole,
passano ombre veloci
si incrociano macchie nere
d'uccelli
nel mare d'oro del pomeriggio.

Il demone che ride di noi:che bastardo

Ci sono piccole cose che ci suggeriscono l'esistenza di un demiurgo beffardo,all'origine di tutto,un supremo stronzo che si diverte a prenderci per il culo assicurando gloria fama e successo a individui assurdi,solo per deridere quelli normali,un demiurgo che mette il superiore sotto i capricci dell'inferiore,che crea animali strani per puro divertimento,una ridda cachinnica di demoni che in un'arena osserva come le forme di vita si sbranano l'una con l'altra solo per un malsano senso del divertimento ed un umorismo cosmico che prende in giro gli scienziati o i filosofi che cercano di capirci qualcosa.
Solo il sorriso del Buddha mi infonde un pò di pace.
Dell'esistenza di tutto ciò lo intuisci da episodi incresciosi nella storia dell'umanità.
Prendi Yukio Mishima.
Un'esistenza perfetta, elegante,composta,raffinata come la sua prosa.
Il finale,pensato in maniera teatrale doveva essere il seppuku del samurai.
E invece si scade nel tragicomico fantozziano.
Al tizio che doveva finirlo gli si incastra la spada  nel collo,va nel pallone,l'altro impreca non so cosa in giapponese,finchè arriva uno più macellaio dell'altro e finisce il compito.
Sarabanda di risate nel mondo invisibile.
Poi quell'altro che ha sbagliato il colpo che fa?
Fa seppuku a sua volta.
Risate.
Nessuno là sopra o sotto ci prende sul serio.
Datemi dello psicotico,ma c'è qualcuno che ci ha creati al solo scopo di deriderci.
Prendi Nietzsche,una vita spesa per insegnarci a dir di sì alla vita e al demone che così ha voluto per essere ricompensato da lui morendo abbracciando la statua di un cavallo nell'infelice città di Torino.
O Galileo che passava il tempo a scrutare le stelle col suo telescopio,divenuto cieco nel carcere di Arcetri.
O Beethoven,una vita dedicata alla musica finito sordo.
Mere casualità?
Boh chi lo può dire.
Il caso ha un suo ordine,ride,ride di una inquietante risata demoniaca incessante.